giovedì 30 aprile 2009

Sondaggio: Chi vince il Giro?

Conclusosi il sondaggio ed ecco i risultati a nove giorni dall'inizio della corsa del Centenario.

Ivan Basso 24
Lance Armstrong 10
Damiano Cunego 4
Nessuno di questi 4
Carlos Sastre 2
Danilo Di Luca 2
Denis Menchov 2
Gilberto Simoni 0

mercoledì 29 aprile 2009

La caduta degli dei

Rebellin positivo alle Olimpiadi di Pechino: CERA (non per pavimenti)
"Per me questa medaglia è la rivincita del ciclismo pulito. Spero di essere un esempio per tutti i giovani, dimostro che si ottengono risultati con il sacrificio e con tanto allenamento e non con il doping"
Davide Rebellin, Pechino 2008
...
Cari professionisti, l'esempio non sarete mai voi. L'esempio è ben altro, l'esempio non ha bisogno di palcoscenici, vittorie o premi, l'esempio ha semplicemente bisogno di lealtà e pulizia.

lunedì 27 aprile 2009

Fine prima parte

Si è conclusa la prima parte della “stagione ciclistica” apertasi il 25 Gennaio, era di Domenica e c’era il sole. Duemila chilometri circa, non pochi, raggiunti il 15 Aprile quando ho fatto un’uscita di ben centotrenta chilometri in completa solitudine che giudico come una specie di attraversata del Veneto, partendo dalle pre Alpi e raggiungendo le coste dell’Adriatico. Ho notato la differenza di clima entrato in provincia di Tv anche se lo smog non era certo piacevole, mentre una bella sensazione l’ho avuta laddove ho cominciato a respirare aria marittima, negli ultimi dieci chilometri prima del mare. Da quel giorno, per svariati motivi, non ho più toccato la bici, contavo di risalirci per il 25 Aprile ma ho dovuto rinviare. Poi hanno messo pioggia per tutta la settima odierna e non ho nemmeno voglia di fare rulli, i quali, non mi sembra compensino un’uscita. La speranza è quella che appaia il sole in vista del primo Maggio, così da poter osare un tre giorni no stop di uscite e recuperare le due settimane di inattività, anche se ho notato che non amo pedalare più giorni di seguito.
La mia passione, se realmente è tale, si sta evolvendo man mano nei giorni, mi sto definitivamente distaccando dal mondo delle competizioni ancora prima di entrarci. Farò qualche manifestazione nei prossimi due/tre mesi, tempo permettendo.
Ma sento che il mio prossimo modo di andare in bici sarà quello a spirito libero, senza pressioni e soprattutto, raggiunti gli obbiettivi agonistici prefissati ad inizio anno (un paio di medio fondo), ritornerò come prima ad andare per sola passione, se ce ne sarà.
Ho già disegnato alcuni itinerari che vorrei percorrere nei mesi di Maggio, Giugno, Luglio, Agosto l’obiettivo è quello di scoprire e assaporare principalmente le Dolomiti in modo cicloturistico. L’agonismo, ormai l’ho capito una volta per tutte, mi interessa sempre meno. Il ciclismo lo voglio vivere come un semplice hobby e non come un’impostazione fatta di tabelle, calendari di gare e affini. E con questo non critico chi le fa, diciamo che abbiamo una mentalità un po’ diversa, nonostante la pratica o passione per lo stesso sport.

I giri più lunghi o comunque interessanti li racconterò man mano in questo blog.

domenica 26 aprile 2009

Andy Schleck, il futuro è tuo

Grande attacco a Liegi
Con un’azione durata venti chilometri in completa solitudine, Andy Schleck prende di forza la Liegi-Bastogne-Liegi come pochi sono riusciti a fare negli ultimi anni. Rotto l’atteggiamento di attendismo generale, il giovane lussemburghese ha dimostrato che si può vincere le corse attaccando anche da lontano. Nel gruppo inseguitori c’erano quasi tutti i favoriti della vigilia ma nessuno di questi ha mosso un dito per organizzare l’inseguimento a Schleck il quale, aiutato anche dai compagni di squadra attenti a rompere i cambi dietro, è andato tutto solo a conquistare l’ultima delle classiche di Primavera.
Secondo ad 1’11” l’unico che ha mosso un dito nella salitella finale, Joaquin Rodriguez, tutti gli altri hanno preferito aspettare la volata finale per il terzo posto, conquistato da Davide Rebellin. Settimo Damiano Cunego, il primo obbiettivo stagionale è stato perso, ora dovrà riparare al Giro d’Italia, cercando di piazzarsi meno e vincere di più.
Per il resto, che dire, Andy Schleck, 23 anni e mostruosamente forte in prospettiva dei prossimi anni. E’ lui il predestinato del prossimo decennio? Chi vivrà vedrà, nello sport nulla è certo ma se questo corridore riuscirà a far combaciare professionalità e determinazione nella sua lunga carriera, c’è solo da temere di avere di fronte il nuovo signore della bicicletta. Basso e Contador sono avvertiti già da ora.

sabato 25 aprile 2009

Trentino, Di Luca alla riscossa

Basso con forza, Di Luca con grinta
Conclusosi oggi a Pejo Fonti il Giro del Trentino, corsa preparatoria in vista del Giro d’Italia. Ieri a Innervillgraten non era cambiato nulla , a parte il successo di Hunter e una buona prova di Danilo Di Luca. E l’abruzzese anche oggi è stato con i primi, facendo risalire le suo quote in vista del Giro d’Italia. Di Luca e la squadra di Basso hanno forzato il ritmo nella salita finale mettendo in difficoltà il leader di classifica Brajkovic. Nel finale rimangono in cinque: Di Luca, Caruso, Basso, Garzelli e Pozzovivo. Quest’ultimo sembra avere la meglio negli ultimi metri ma con uno scatto esplosivo, Di Luca lo supera e alza le braccia in prossimità dell’arrivo. Secondo Caruso poi Garzelli, quinto Basso apparso calmissimo visto che l’aver messo fuori gioco Brajkovic gli è valso la classifica finale del Giro del Trentino, senza però vincere nessuna tappa.
Classifica finale che da già qualche delucidazione sulla condizione dei big in vista della corsa rosa:

1° Ivan Basso:
mai in difficoltà, sembra essere nettamente più forte degli avversari
2° Janez Brajkovc a 22”: lo sloveno è ancora giovane, forte a cronometro e regolare in salita.
4° Stefano Garzelli a 55”: spesso piazzato, conferma la sua buona forma e lo rivedremo sicuramente al Giro.
6° Gilberto Simoni a 1’14”: non è stato il Simoni dei bei tempi, sempre staccato negli arrivi in salita
8° Danilo Di Luca a 1’49”: deludente nelle prime due tappe, si è ripreso nelle ultime due riuscendo a vincere di forza l’arrivo odierno. Ma sarà regolare per venti giorni di fila? Mah.
L'uomo da battere è ancora lui, come tre anni fa, Ivan Basso.

giovedì 23 aprile 2009

Pampeago chiarisce le idee

A Niemiec la tappa, a Brajkovic la maglia
Conclusosi anche il giorno di Pampeago, arrivo durissimo e selettivo che ha chiarito le idee già a molti. A Ottobre si diceva che Basso era tornato come corridore, oggi possiamo dire che Basso è tornato come corridore COMPETITIVO.
La lista partenti del Giro del Trentino non è certamente di livelli eccelsi ma nemmeno infimi, alcuni favoriti della corsa rosa ci sono già tutti.
Nella durissima salita trentina il più forte è stato il polacco Przemyslaw Niemiec, scalatore della Miche Silver Cross che, in una giornata di grazia ha staccato tutti, compresi i capitani delle squadre di primo piano. E il polacco corre in una squadra di terza fascia… Sono sicuro che il prossimo anno troverà posto in un team di livello maggiore dove dimostrare meglio le proprie capacità.
Secondo a 22” Ivan Basso, il primo dei big tanto attesi. Il varesino che ieri aveva deluso nella prova a cronometro oggi ha risposto andando a cogliere un secondo posto che a fine Aprile dimostra il suo stato di forma superiore a praticamente tutti i migliori corridori italiani che partiranno per vincere il Giro.
Terzo Caruso (Ceramiche Flaminia) a 39”, quarto Gilberto Simoni a 45”, il secondo big a brillare nelle strade di casa. Simoni è sicuramente sempreverde e la sfida con Basso, a tre anni di distanza, sembra riaprirsi proprio da qui.
Quinto Janez Brajkovic, ventisei anni, primo nella classifica generale e sicuramente un grande nome per i grandi giri del prossimo decennio.
Si rivede Pozzovivo che non farà il Giro visto che la Csf Navigare non è tra le invitate, tredicesimo Garzelli a 1’49”, quattordicesimo Danilo Di Luca a 1’50”. L’abruzzese ha confermato che ora come ora non ha le gambe per poter fare bene in un eventuale scontro con Ivan Basso. La forma potrebbe arrivare a Giro iniziato, di certo non sarà la classifica finale del Trentino a togliere dai giochi il capitano della Lpr.
Classifica generale rivoluzionata, dopo il cedimento di Andreas Kloden è il suo compagno di squadra ha raccogliere l’eredità. Janez Brajkovic ha 4” di vantaggio su Ivan Basso, pochi se contiamo che le prossime giornate presenteranno altre salite.
Terzo posto per il vincitore odierno, 19” separano il polacco dalla cima e non sono molti visto che dopodomani ci sarà l’arrivo in salita a Pejo Fonti. Quarti e quinti Simoni e Samoilau con un minuto di distacco, sesto Pozzovivo a 1’05”, quindi Garzelli a 1’13”.
Meglio di Di Luca è il compagno di squadra Bosisio, ottavo a 1’17” mentre Kloden casca in undicesima posizione a oltre un minuto e mezzo.
Oltre a Di Luca, fuori dalle classifiche c’è anche Marzio Bruseghin, trentacinquesimo a 3’19” e diventa sempre più probabile che la Lampre punti già da Venezia su Damiano Cunego, quest’ultimo impegnato in Belgio.
Il Trentino continua domani con una tappa austriaca, partenza da Tesero e arrivo a Innervillgraten dopo aver scalato Sella e Gardena (troppo lontani dall’arrivo).

mercoledì 22 aprile 2009

Attenti a Kloden

Giro del Trentino: a Kloden la prima
Si è aperto con una cronometro di 16 chilometri il Giro del Trentino che ha dato i primi colpi di pedale da Torbole sul Garda sino ad Arco. Attesi della vigilia erano i tre italiani Basso, Simoni, Di Luca, a seguire tutti gli altri.
Ma a spuntarla è stato uno specialista delle prove a cronometro, il corridore dell’Astana Andreas Kloden.
E’ da parecchie settimane, precisamente da quando Lance Armstrong si è rotto la clavicola, che penso ad Andreas Kloden come un pericolo da non sottovalutare per il Giro d’Italia.
Okay, Kloden non sarà Contador ma sicuramente non è il primo arrivato visti i suoi precedenti al Tour de France.
E’ il classico corridore che ha raccolto meno di quello che poteva avere, inutile dire che il Tour de France 2006 senza la fuga bidone di Pereiro Sio, l’avrebbe vinto lui, nonostante non avesse mai dimostrato di avere un marcia in più rispetto agli altri.
Con la vittoria odierna, Kloden dimostra di avere una condizione molto buona e che può plasmarsi benissimo in concomitanza del Giro d’Italia. E se il texano non sarà in forma, sicuramente l’Astana dovrà pensare bene di puntare tutto sul tedesco, determinato di riproporsi tra i grandi in un grande giro.
Gli altri? Secondo lo sloveno Brajkovic anch’esso dell’Astana, quinto Bosisio a 9”, sesto Visconti a 22”, ottavo Garzelli a 26”. Il capitano dell’Acqua e Sapone dimostra di essere pronto per disputare un buon Giro d’Italia.
“Solo” diciannovesimo Ivan Basso staccato di 49”. Il varesino non è andato forte ma il vero banco di prova saranno soprattutto le tappe successive con due arrivi in salita (domani il più duro a Pampeago).
Basso ha comunque fatto meglio di due diretti avversari per il Giro, Simoni ha concluso 62° a 1’17” dal vincitore mentre Di Luca continua ad andare male a cronometro concludendo 74” a 1’23”. Se l’abruzzese continuerà ad andare così nelle prove contro il tempo, difficilmente potrà ambire alla maglia rosa di Roma. Ma l'augurio è quello di vedere un Di Luca brillante anche a cronometro, oltre che in salita.
Domani superarrivo all’Alpe di Pampeago, mitica salita del Giro d’Italia. Vinsero lassù in ordine cronologico Pavel Tonkov nel 1998, Marco Pantani nel 1999, Gilberto Simoni nel 2003 ed Emanuele Sella nel 2008. Ma domani non si correrà il Giro d’Italia e la forma per molti è ancora un’incognita.

37 anni e non sentirli

Più bella la Freccia-Vallone che l’Amstel Gold Race, più duro il muro di Huy che il Cauberg. Una corsa che aveva visto dapprima il lungo ed eroico tentativo di Moreau, poi Serpa, quindi scatti e contro scatti prima dell’ultimo chilometro. Sul muro di Huy vince chi ne ha di più, le pendenze non ammettono errori di tattica e la vecchia guardia dimostra ancora una volta di avere le mani in pasta per quanto riguarda i grandi arrivi. Finale emozionante, Cadel Evans tira come un forsennato ma è troppo presto e nel finale rimangono davanti Rebellin ed Andy Schleck. Il veneto riesce proprio negli ultimissimi metri a staccare il giovane lussemburghese ed è tris.
Terzo Damiano Cunego che ha mantenuto le promesse: “Alla Freccia andrò più forte che all'Amstel”. Ed ora il capitano della Lampre è l’uomo da battere per Domenica prossima.
Un ordine d’arrivo da grandi, quarto Samuel Sanchez, quinto Cadel Evans, sesto Lovkist, settimo Valverde che all’arrivo era praticamente piegato in due, tredicesimo il vincitore dell’Amstel Gold Race, Ivanov.
Il 2009 è l’anno dei tris, prima Boonen alla Parigi-Roubaix, ora Rebellin alla Freccia-Vallone. Quest’ultimo parla di Liegi e sicuramente sarà ancora una volta lì davanti a lottare con i migliori.

domenica 19 aprile 2009

Amstel parla russo

Vergognosa l'esclusione della Lpr di Di Luca Conclusa l’Amstel Gold Race, corsa olandese stracolma di continui strappi di qualche centinaio di metri. A vincere è stato una vecchia volpe della steppa, il trentaquattrenne Serguei Ivanov, oggi visibilmente il più forte rispetto a tutti gli altri. In una corsa che sembrava volgesse dalla parte dei giovani, dapprima con gli allunghi di Andy Schleck, Kreuziger e Nibali, successivamente e più decisivo quello di Gesink che si è portato dietro due che hanno un’esperienza maggiore, Ivanov e Kroon. Il gruppo inseguitore non riuscirà più a riprenderli e nella Cote finale, il Cauberg, sono rimasti i più “anziani”, il russo con Kroon. Due che hanno tra l’altro già vinto rispettivamente una tappa ciascuno al Tour de France e che oggi hanno dimostrato grande forza. Primo Ivanov secondo Kroon, terzo Gesink (il mio favorito della vigilia), quinto Damiano Cunego ma come sappiamo, quest’anno il suo obbiettivo principale è la Liegi-Bastogne-Liegi.

Vittime di giornata, Matthew Lloyd e Frack Schleck, i due sono caduti a settanta chilometri dall'arrivo e il capitano della Saxo Bank ha riportato una leggera commozione cerebrale.
***
Vorrei aprire una polemica contro gli organizzatori delle corse di primo piano. Come spesso succede, non tutti hanno la possibilità di partecipare alle corse di maggior spicco nel panorama ciclistico. La squadra al giorno d’oggi è importante ma le regole hanno falde in ogni dove. Anni fa il Tour de France e Jean Marie Leblanc rifiutavano le squadre di Pantani e Cipollini, oggi succede circa la stessa cosa con Danilo Di Luca. Ebbene si, l’abruzzese, in passato grande protagonista del trittico delle Ardenne, non ha preso parte all’Amstel Gold Race e molto probabilmente sarà scartato insieme alla sua squadra (Lpr) anche per quanto riguarda la Freccia-Vallone e la Liegi-Bastogne-Liegi.
Leggo la lista dei partecipanti dell’Amstel e davvero non capisco come una squadra nella quale milita un ex vincitore della classica olandese (e di tante altre corse) possa essere preferita alle varie Vacansoleil, Topsport Vlaanderen, Skil-Shimano e Landbouwkrediet-Colnago, team che sulla carta non avevano praticamente nessun potenziale protagonista per la classifica finale. Questa cosa è vergognosa e va rivista.

venerdì 17 aprile 2009

Pozzato al Chiambretti Night

Non vedo, non sento, non parlo
Ieri notte al Chiambretti Night è stato invitato Filippo Pozzato, personaggio sportivo della settimana dopo il secondo posto alla Parigi-Roubaix. Invitato principalmente per i famosi sputi ricevuti dai tifosi fiamminghi.
Chiambretti Night è uno show che tutto sommato mi piace, surreale, scherzoso ma anche in certe sfumature culturale, simile ad un circo di matti o a qualcosa del genere, cercando sempre di catturare dagli ospiti la dichiarazione bomba. Questo l’intento di Chiambretti ma ieri notte aveva davanti un corridore/personaggio abbastanza piatto che difficilmente si sbilanciava e più facilmente stava sulla difensiva. Chi conosce gli show di Chiambretti sa che l’invitato o è caratterialmente molto forte oppure deve stare al loro gioco sperando di sparare meno cazzate possibili (cosa non facile).
Vado a parlare di quello che è andato in onda ieri su Italia 1. Il programma inizia con la solita presentazione dell’ospite, un ciclista, cosa atipica per questo tipo di programma. Ma Pozzato, come ha detto Chiambretti, non è un ciclista normale bensì uno di quelli che guadagnano molti più soldi rispetto alla media e che ama la bella vita, le belle macchine i bei vestiti. Ma penso che queste cose piacciano alla maggior parte delle persone, inutile puntare il dito su un ciclista che fa un po’ la vita da calciatore. Ma essendo Pozzato ciclista, allora desta clamore, se era un giocatore del Arsenal allora sarebbe stato normale. Le solite banalità. Andiamo avanti…
Il programma prosegue poi con sketch che fanno cascare le palle e non solo, cercando la comicità che sfocia inutilmente nel trash. D’altro canto, in studio aleggia l’ignoranza generale in merito al mondo del ciclismo e Pozzato si limita a rispondere velocemente alle domande poste da Chiambretti senza esporsi minimamente.
Quest’ultimo vorrebbe sentire una bomba in merito alla questione doping, non dopo aver lanciato un servizio risalente alla perquisizione dei NAS al Giro d’Italia 2001. Nel video passano le immagini delle perquisizioni, mentre appaiono camper e autobus di vecchie squadre ormai andate (per esempio Mercatore Uno). Con quale senso e criterio è stato mandato in onda questo vecchio video di otto anni che non c’entra una pippa con Pozzato? Facile la risposta. Era un modo per rubare una frase scottante all’ospite.
Pozzato risponde con un semplice “Io non c’ero”, risposta quanto mai banale e atteggiamento che per la maggiore viene assunto nel gruppo: “Non vedo, non sento, non parlo”. Chiambretti lo proclama "Puro e pulito" (in modo scherzoso!?), facendo però presente come quanti grandi nomi delle due ruote siano già stati pizzicati negli ultimi anni.
Lo spazio dedicato a Pozzato sta per esaurirsi senza grandi domande o grandi risposte, lui si limita a rispondere in modo diplomatico al “Chiambretti furbacchione” che ben altro voleva sentire… Chiambretti, Chiambretti… come puoi pretendere di estrapolare la bomba dalla bocca di un corridore attualmente sulla cresta dell’onda?!
Pietoso lo spazio dedicato a questa intervista, tragico il contenuto che ne è venuto fuori.