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giovedì 29 luglio 2010

Tour 2010: considerazioni finali


Iniziando dalla vigilia, bisogna dire che l’edizione di quest’anno aveva una lista partenti molto altolocata, specialmente tra gli uomini avvezzi alle parti alte della classifica. La sfortuna, come ripetuto svariate volte, ha condizionato il rendimento di diversi big, costringendoli a pedalare meno bene rispetto ai propositi iniziali.
Protagonisti indiscussi della corsa, manco a dirlo, Andy Schleck e Alberto Contador. Il lussemburghese e lo spagnolo, il futuro e il presente del ciclismo internazionale. Se le sono date di santa ragione, il biondo e il moro. Schleck, al contrario di Contador, ha fatto la voce grossa nelle prime due settimane, riuscendo a mantenere un livello alto fino a Parigi. Il madrileno, invece, ha vissuto un Tour sottotono, forse offuscato dalla forza dello stesso Schleck. Tuttavia, a portare a casa la maglia gialla, è stato proprio colui che è apparso meno brillante, ovvero Contador: furbo, intelligente, tattico, capace di dosarsi ove necessario e, anche per quest’anno, più forte del lussemburghese.
Una sfida, come di consueto, vissuta di fortune e sfortune inframmezzate nelle tre settimane: da ambedue le parti, s’intende.
Molto rappresentativo il duello verso la cima del Col du Tourmalet, anche se i due rivali non sono riusciti a regalare, per quanto mi riguarda, grandi emozioni. Di fatto, il Tour è finito quel Giovedì sera, con qualche suspance nella cronometro antecedente a Parigi grazie ad un Andy supersprint. Nel complesso il più sfortunato dei due è stato il lussemburghese, che poi abbia goduto di privilegi creati dal forte cronoman della medesima squadra, è altrettanto vero.
Il contorno, come detto in precedenza, è stato caratterizzato da varie uscite di scena, a partire da Franck, la spalla di Andy, che ha abbandonato i sogni di gloria sulle strade del pavè… successivamente Lance Armstrong, attanagliato dalle diverse cadute verso Avoriaz o Cadel Evans, stoico campione fratturato ma volenteroso di arrivare fino a Parigi.
Così la conquista del gradino più basso del podio è andata al russo Denis Menchov, re dei regolaristi e il più forte dei big nella cronometro finale: 1’52” guadagnati sulla maglia gialla.
A dar vita dura al russo nella conquista del terzo posto, ci ha pensato il campione olimpionico Samuel Sanchez che sul Tourmalet ha dato l’idea di potercela fare, senza però mettere in conto la performance di Menchov a Pauillac.
Passando al mondo delle volate, come nelle più rosee previsioni a dettare legge è stato Mark Cavendish, vincitore di cinque sprint ma privato della maglia verde dal volpone spezzino.
E’ stato un Tour positivo per i francesi (6 vittorie contro le 2 dell’anno scorso), lo è stato anche per Fabian Cancellara, leader indiscusso delle prove contro il tempo e maglia gialla per diversi giorni. Peccato che lo svizzero non abbia grandi capacità nelle tappe di alta montagna. Per finire… L’Italia deve ringraziare principalmente lo sprinter Alessandro Petacchi, capace di due vittorie e la classifica punti; non poco per un classe ’74. A Petacchi va dato merito del fatto di aver riportato nella penisola una maglia, quella verde, che mancava dal controverso sessantotto (vittoria di Franco Bitossi, se non erro).
Quasi inesistente, invece, Ivan Basso. Il vincitore dell’ultimo Giro d’Italia, contrastato dalla bronchite, è peggiorato di tappa in tappa.
A terminare il trio italico: il piccolo principe di Verona, Damiano Cunego. Un combattente capace di regalare frammenti di spettacolo, osando nelle fughe e rincorrendo, senza successo, la magica maglia a pois. Ne esce ancora una volta battuto, ma a testa alta.

Manca poco meno di un anno al via del prossimo Tour de France. Una sfida, presumibilmente, è già in agguato e l’abbiamo assaporata sia nel 2009 che quest’anno. Ora vediamo se qualche italiano vuole intromettersi così da spezzare l’incantesimo che dura da oltre dodici anni.

giovedì 22 luglio 2010

Pareggio momentaneo

A Contador il Tour-malet, a Schleck il Tourmalet


Oggi ho visto un Contador molto sicuro di se stesso e della propria superiorità in vista della cronometro di Pauillac. Inoltre non mi è sembrato di vederlo chissà quanto inferiore al 2009, più che altro è Andy Schleck ad essere migliorato a tal punto da avvicinarsi ai suoi tempi. Il testa a testa venutosi a creare negli ultimi chilometri del Col du Tourmalet, mi ha vagamente ricordato un’altra sfida famosa, ossia quella vista nel 1998 a Plan di Montecampione tra Marco Pantani e Pavel Tonkov.
Un duello, quello tra Contador e Schleck, abbastanza bilanciato, in queste settimane nessuno ha dimostrato all’altro di averne di più e la classifica generale, salti di catena a parte, lo evidenzia.
Tolti i due protagonisti principali, la situazione appare un po’ mediocre, con tutto il rispetto per i bravi Denis Menchov e Samuel Sanchez.
D’altro canto abbiamo assistito ad una corsa ad eliminazione, molti possibili protagonisti della vigilia hanno dovuto fare i conti con la sfortuna o con delle gambe svuotate dalle precedenti fatiche.
Ma Contador ha davvero ipotecato il Tour de France 2010? A scanso di inconvenienti durante la cronometro, direi di si. Per quanto possa essere in forma, Andy Schleck non ha le doti per poter tenere testa allo spagnolo nelle prove contro il tempo. Non dimentichiamoci che nel prologo di Rotterdam, il lussemburghese ha “concesso”al capitano dell’Astana ben 42”.
Per quanto riguarda l’Italia del pedale, luci e ombre. C’è in atto una (non) sfida inconsapevole tra Cunego (29°) e Basso (30°) che decreterà il primo degli italiani nella classifica finale e che troverà una determinata risposta Sabato pomeriggio.

lunedì 19 luglio 2010

Ci pensa la sfortuna



Dopo l'interessante azione di Riblon ad Ax3Domaines, anche oggi la fuga è andata in porto premiando il trentunenne campione francese Thomas Voeckler che ha staccato i compagni di fuga sul Port de Balès tagliando la linea del traguardo di Bagnères de Luchon in completa solitudine.
Nulla da fare per gli altri fuggitivi di giornata tra i quali spicca il nome dell’ex campione del mondo Alessandro Ballan (2°).
Dietro succedono scintille: Andy Schleck si mette davanti, forza il ritmo, infine rompe gli indugi e se ne va via di potenza, ma la sua azione dura qualche frazione di secondo, un problema al cambio lo blocca nel bel mezzo della strada costringendolo a fermarsi.
Sfruttando la sfortuna della maglia gialla, Alberto Contador si alza sui pedali e rilancia all’impazzata verso la cima del Port de Balès trovando in Menchov e nel connazionale Samuel Sanchez preziosi alleati.
Schleck rincorre, con grinta tenta di limitare i danni ma ormai è troppo tardi. Al traguardo pagherà trentanove secondi, otto in più di quelli che aveva di vantaggio sul fortunato e opportunista Alberto Contador.
Tour finito in anticipo? Forse, ma aspettiamo a dirlo. La tappa di domani è disegnata molto male, con quattro passi pirenaici nei primi centotrentotto chilometri ed i successivi sessanta in pianura, quindi, con ogni probabilità, il buon Andy dovrà tentare il tutto per tutto Giovedì sul Col du Tourmalet,
salita lunga, pendente e che offre ampio spazio alle azioni personali ai fini della maglia gialla. Certo è che dopo l’epilogo odierno le cose appaiono in modo più prevedibile.

domenica 18 luglio 2010

Aspettando il Tourmalet

Ridendo scherzando la crono si avvicina...

Finisce con l’inizio dei Pirenei la seconda settimana del Tour de France. L’arrivo di Ax 3 Domaines ha confermato una classifica stabile per quanto concerne le primissime posizioni.
Nel complesso non è successo molto, vittoria in fuga del francese di turno (Cristophe Riblon) e breve bagarre tra gli uomini di alta classifica. Ne sono usciti bene Denis Menchov e Samuel Sanchez i quali hanno staccato il duo Contador-Schleck guadagnando preziosi secondi nella generale.
Contador non è riuscito a fare la differenza e questo può essere un primo impercettibile segnale in vista delle prossime tappe di montagna. Andy Schleck ha corso da padrone ma al tempo stesso andando controcorrente alle aspettative generali.
Lo dico perché Andy ha solo un modo per poter conservare la maglia gialla, ovvero attaccare e staccare Contador laddove la strada pende. Contando che mancano “solo” tre tappe di montagna, una delle quali inutile, la condotta del lussemburghese appare strana e controproducente in vista della cronometro individuale di Pauillac.
Okay che c’è di mezzo uno spaventoso Tourmalet che può creare ampi divari, ma siamo sicuri che Andy abbia tutta questa superiorità nei confronti di Alberto?! Direi di no, almeno, non da presentarsi la mattina di Bordeaux con un minuto e mezzo-due di vantaggio.
Buona prova per Damiano Cunego, oggi primo degli italiani vista la defaillance della punta di diamante della Liquigas. Difficile che il veronese possa vestirsi a pois a Parigi, ma già da ora il suo è un Tour più che positivo.

martedì 13 luglio 2010

A. Schleck vs A. Contador

Contador cresce, Schleck dirige

Non servono a tutti i costi arrivi in salita per creare distacchi, spesso la storia insegna che le tappe più proficue nel scavare solchi sono quelle con molti monti e una lunga discesa finale prima del traguardo.
Nella tappa più dura delle Alpi, le carte sono state in parte scoperte, il responso odierno evidenzia una sfida a due, tutto il resto è masturbazione cerebrale.
Se due giorni addietro avevamo assistito alla disfatta di Lance Armstrong, oggi abbiamo assistito a quella del fuggiasco leader della corsa nonché campione del mondo, Cadel Evans. L’australiano salta sul Col de la Madeleine e perde per strada ogni sogno di gloria.
Ma gli occhi sono rimasti puntati sui due colossi di questa edizione, Andy Schleck e Alberto Contador che sul lungo valico finale hanno creato il vuoto ipotecando, a scanso di catastrofi, la prima e seconda piazza in quel di Parigi.
E’ ufficialmente iniziata la tanto annunciata sfida, d’altro canto, tutti gli altri big non sembrano avere le gambe per rimescolare le carte, al limite potranno fungere da arbitri/rompiscatole prima del grande finale.
Chi se l’è cavata bene è Denis Menchov, il russo ha fatto capire di essere simile a quello del Giro d’Italia 2009, ma in questo frangente la concorrenza è di livelli ben più alti e questo basta per promuoverlo.
Tra gli altri “protagonisti” di giornata figura il nome di Armstrong, il cowboy si è ripreso ed è probabile che possa presentarsi all’altezza nelle tappe più importanti della terza e ultima settimana.
“Delude” casa Liquigas: Basso ha pagato le fatiche scontate al Calendimaggio mentre Kreuziger ha vissuto una giornata negativa ritornando ad indossare i panni della seconda punta.
Infine poteva essere la giornata di Damiano Cunego, ma il veronese non ha colto l’attimo nello sprint finale venendo sconfitto da due corridori si forti ma non necessariamente veloci: Sandy Casar e LL Sanchez. Tutto rinviato, come sempre, alla prossima occasione. Se ci sarà.

domenica 11 luglio 2010

La fine di un'era

di per sé già finita




Succede nei dintorni di Morzine, laddove dieci anni fa finiva l’era del pirata, oggi si chiude anche quella del cowboy venuto dalla Luna.
Attanagliato dalla sfortuna già nella tappa del pavè e perseguitato dalle cadute odierne, il texano non può fare altro che accettare il duro responso della corsa. Dal 1999 ad oggi, mai lo avevamo visto così alla deriva.
Tappa dura ma non troppo, la selezione c’è stata ma non ha coinvolto i big della vigilia, di fatto abbiamo assistito ad un tira e molla finale nel quale ne è venuto fuori da vincitore il lussemburghese Andy Schleck. E’ apparso leggermente appannato, il favorito spagnolo Alberto Contador, ma c’è da dire che è riuscito più volte a rispondere ai diversi attacchi subiti, dimostrandosi più in forma dei vari Basso, Menchov, Sastre e compagnia.
Maglia gialla all’onnipresente Cadel Evans il quale ha giustamente marcato a uomo gli avversari più pericolosi, andando ad "abbracciare" il simbolo del primato.
Finisce così la prima settimana di un Tour che ha visto già un primo approccio con le salite, le Alpi, che ritorneranno puntuali Martedì con il tappone di Saint Jean de Maurienne.
Cala il sipario su Lance Armstrong, il Tour non potrà più essere suo e non mi dispiace, anche se oggi, ad Avoriaz, speravo di vederlo con il gruppo dei migliori.

...a meno che non rilanci per il Tour de France del 2011. ;)

mercoledì 30 giugno 2010

Sondaggio "Chi vince il Tour?"


Conclusosi in questo istante il sondaggio “Chi vince il Tour de France”. Lettori, viandanti e affini hanno così espresso le loro preferenze:

Alberto Contador 7 (63%)
Andy Schleck 1 (9%)
Lance Armstrong 0 (0%)
Denis Menchov 1 (9%)
Ivan Basso 2 (18%)
Nessuno di questi 0 (0%

Come nelle previsioni è Alberto Contador il corridore più accreditato alla conquista della famosissima e quanto mai prestigiosa maglia gialla. Le idee sembrano chiare, specialmente dopo le recenti prestazioni al Giro del Delfinato che lo hanno visto trionfare nell’importante traguardo dell’Alpe d’Huez.
Un sondaggio a senso unico, il madrileno sbaraglia la concorrenza, dietro di lui Ivan Basso, da poco ritornato sugli altari del ciclismo e unica àncora di salvezza per un’Italia già bastonata ai Mondiali di calcio in Sud Africa (breve ot).
Possiamo dire con certezza che Ivan Basso arriverà alla vigilia del Tour con le gambe un po’ più affaticate rispetto a quelle degli altri grandi favoriti, eppure ho come la netta sensazione che non deluderà le aspettative.
Un solo voto per il russo Denis Menchov, uno solo anche per il giovane e pericoloso Andy Schleck. Il lussemburghese è sicuramente un pericolo da non sottovalutare, anzi, sotto certi punti di vista va considerato come IL rivale per eccellenza di Contador.
Chi non ha preso alcun voto è Lance Armstrong e la cosa mi sorprende un tantino, non solo perché stiamo parlando del corridore capace di conquistare ben sette Tour di fila, ma anche perché, in fin dei conti, il cowboy ha finalizzato la stagione in funzione di questo evento e nonostante la condizione non sia più quella di cinque anni fa, incute ancora timore.
Si riparte dunque, per la novantasettesima volta tra festeggiamenti, entusiasmo, agonismo, malignità, insinuazioni, noia e quant’altro.

giovedì 24 giugno 2010

Arriva l'Estate, ecco il Tour

Giugno è il mese che anticipa il Tour de France tra campionati nazionali, Giro del Delfinato e quello di Svizzera così da ridefinire la condizione in vista della corsa a tappe più famosa del mondo.
Cosa offre il percorso? 61 km a cronometro, pochi se valutiamo la maggior parte delle edizioni precedenti. Questo può risultare un punto a favore degli scalatori, soprattutto se contiamo che l’unica vera cronometro in linea è posizionata come diciannovesima e penultima tappa prima della conclusione di Parigi.
Le montagne? Né troppo poche né in abbondanza, diciamo che lo spazio ci sarebbe per combinare qualche cosa.
Dopo una prima settimana nervosa e da non sottovalutare visto il pavè del Belgio, ci si avvierà con le prime asperità dell’ottava tappa, quella con il Col de la Ramaz e l’arrivo in salita a Morzine-Avoriaz. Vi ricordate la lunga fuga di Richard Virenque nel 2003? All’epoca, però, dopo avere scalato la Ramaz si terminava direttamente nella località di Morzine senza andare ad affrontare l’asperità di quest’anno.

Le Alpi si consumano in due giorni divisi da uno di riposo, quindi non è detto che vada a modellarsi in modo abnorme la graduatoria generale.
Dopo l’arrivo ad Avoriaz ci sarà la tappa di Saint Jean de Maurienne che presenta quattro passi, la Colombiere, l’Aravis, Saisies e la Madeleine.
Dodici anni fa La Madeleine fu teatro di una sfida tra titani, Pantani vs Ullrich con la vittoria in volata del tedesco ma all’epoca la salita veniva affrontata dal versante opposto e l’arrivo era posizionato ad Albertville, quest’anno luogo di passaggio della Grand Boucle.

Molto più incisivi i Pirenei, anche se di quattro tappe solo due sembrano avere un’altimetria di spessore.
Nella 14° tappa si andrà ad affrontare un finale già visto, ovvero la scalata del Pailheres e l’arrivo ad Ax 3 Domaines vinto da Carlos Sastre nell’edizione del centenario (2003), e dall’austriaco Georg Totschnig nel 2005. E’ la classica giornata che può creare selezione.

L’arrivo successivo a Bagneres de Luchon, può nascondere qualche agguato anche se il Port de Bales non è certo selettiva al punto tale da stravolgere la classifica generale.
Si può dire lo stesso anche della 16° tappa, quella con arrivo a Pau, capace di ben quattro salite da scalare (Peyresourde, Aspin, Tourmalet e Aubisque) ma con gli ultimi sessanta chilometri pianeggianti che ricompatteranno eventuali tentativi degli uomini di alta classifica.
Così tutto sarà rinviato alla tappa con arrivo sul Tourmalet e che vedrà affrontare il Col de Marie Blanque e il Col du Soulor prima di aggredire la salita che attribuirà il souvenir Henri Desgrange. “Bianco come Pierrot”, “dal volto cadaverico”, così il pistard e giornalista francese definiva il Colle del Tourmalet, salita leggendaria nonché vetta regina del Tour ’10.

“Ritengo sempre che il cambio di velocità è per persone oltre i 45 anni. Non è meglio trionfare con la forza dei propri muscoli piuttosto che grazie all'artificio meccanico del deragliatore? Ci stiamo rammollendo, per me...datemi una bici a rapporto fisso!” (cit. Henri Desgrange, L'Équipe 1902)

mercoledì 14 ottobre 2009

Tour de France 2010

Il Tour-malet


Finalmente si ritorna a fare sul serio. Dopo l'edizione molto piatta di questa stagione, la Grand Boucle ritorna ad offrire un percorso duro, non durissimo ma sicuramente duro.
Si parte dall'Olanda, da Rotterdam, si toccherà il Belgio prima di rientrare in Francia. La prima settimana non dovrebbe significare moltissimo, sarà dall'ottava tappa che si comincerà a vedere il primo scossone. Cominceranno le Alpi.

Le Alpi

Poche ma buone. L'ottava tappa è simile a quella vinta da Virenque nel 2003, con l'unica differenza che dopo aver scalato la Ramaz ed essere scesi a Morzine, si arriverà in salita ad Avoriaz. La salita finale è di 14 km, nove di vera salita e i restanti in falsopiano. La salita tocca picchi importanti, sicuramente c'è la pendenza per creare buoni distacchi e come già si sa, il primo giorno di salite è quasi sempre uno dei più selettivi.
Due giorni dopo la seconda tappa alpina che presenta quattro salite, l'ultima è la Maddalena prima di scendere a St Jean de Maurienne. Potrebbe essere un giorno interessante come una tappa insignificante, bisognerà principalmente giocare di fantasia.
Quattro tappe di transizione prima di cominciare i Pirenei. E ce ne sono parecchi.

I Pirenei

La quattordicesima tappa è un classico del Tour. Si scala il Pailheres, dura e lunga salita che anticipa Ax 3 Domaines, più corta e pedalabile. E' una giornata dove non dovrebbero esserci distacchi esagerati, però l'arrivo in salita creerà sicuramente unO scossone.
Il giorno successivo tappa intrigante, con qualche saliscendi prima del Port de Bales, salita non continua ma che presenta vari settori arcigni. Una volta sopra il Bales, discesa verso Bagneres de Lucon dove è situato l'arrivo. E' una tappa per fantasisti kamikaze, di per giunta è una tappa per chi sa osare.
La terza giornata consecutiva di salite sarebbe anche la più zeppa di colli, non fosse che il finale è disegnato male. Si comincia con il Peyresourde, l'Aspin, il Tourmalet, l'Aubisque dalla parte più facile e quasi sessanta chilometri di discesa e pianura. Non succederà quasi nulla, andrà via una fuga da lontano e così sia.
Dopo il giorno di riposo si ritorna a salire per l'ultima volta. E' una giornata memorabile, si fa arrivo in cima al Tourmalet, tra l'altro già scalato due giorni prima.
La tappa presenterà anche il Marie Blanque, salita dalle pendenze dispettose, poi il Col du Soulor e quindi il Tourmalet. Possiamo quindi dire che la giornata del Tourmalet potrebbe essere la più fondamentale, ma anche no...

Perchè due giorni dopo c'è una cronometro di 51 km da Bordeaux a Poiuillac, da non sottovalutare, anzi, è il giorno che incoronerà definitivamente la maglia gialla. Di fatto è l'unica cronometro di un Tour che non raggiunge i sessanta chilometri contro il tempo. La cosa è positiva, mi sarebbe piaciuto vedere un Indurain in queste condizioni altimetriche, o un Pantani che quasi sicuramente avrebbe vestito la maglia gialla prima della cronometro finale, magari mantenendola sino a Paris.
Che altro aggiungere, è un percorso che mi piace, non ci sono cronometro prima delle salite quindi gli scalatori potranno ambire alla leadership contando su cinque giornate cruciali per guadagnare il più possibile prima della crono finale. Chi lo vince? Probabilmente Contador ma dipenderà anche dalle mosse degli avversari.

domenica 26 luglio 2009

Finalmente è finito



Un Tour de France noiosissimo, abbiamo intravisto la rivalità del futuro tra Andy Schleck e Alberto Contador, per il resto, oltre alle sei vittorie di Mark Cavendish, c'è stato poco altro.
Per l'Italia un bottino soddisfacente, prima la maglia gialla di Rinaldo Nocentini, poi la maglia a pois di Franco Pellizotti che sul Ventoux (mi ero dimenticato di scriverlo ieri), ha onorato ulteriormente il suo Tour.
Classifica finale che parla chiaro, Contador ha stravinto in ogni settore, la sorpresa è stato Wiggins, il primo degli italiani Nibali, ultimo della classifica il biellorusso Yauheni Hutarovich, come dice qualcuno "gli ultimi saranno i primi".

1. Alberto Contador 85h48'35" il bagnino ora può davvero andare a farsi un bel bagno
2. Andy Schleck 4'11" unico avversario di rilievo, ha vinto di nuovo la classifica giovani
3. Lance Armstrong 5'24" il nonno ha confermato che la condizione sale
4. Bradley Wiggins 6'01" il percorso lo ha aiutato ma non si può dire che abbia deluso
5. Franck Schleck 6'04" una vittoria di tappa nella tappa più dura, ma è il gregario del fratello
6. Andreas Kloden 6'42" è andato bene, se avesse la palle farebbe il capitano in un team diverso
7. Vincenzo Nibali 7'35" Basso non c'era ma aveva la fotocopia
8. Christian Vandevelde 12'04" un gregario di lusso per Wiggins
9. Roman Kreuziger 14'16" un fenomeno passato in secondo piano ma attenti, il futuro è vicino
10. Cristophe Le Mevel 14'25" i francesi sono riusciti a metterne uno nei dieci. Complimenti.
14. Rinaldo Nocentini 20'45" ed ora si metterà a fare classifica?! :D
17. Carlos Sastre 26'21" ha pagato il Giro d'Italia
30. Cadel Evans 45'24" capitombolo sulle Alpi ma cercherà il riscatto alla Vuelta a Espana
37. Franco Pellizotti 56'19" inesistente per quanto concerne la classifica, complimenti per la maglia a pois
51. Denis Menchov 1h17'04" Francamente non sapevo nemmeno che fosse arrivato a Parigi
95. Alessandro Ballan 2h26'22" Come non averlo
100. Filippo Pozzato 2h39'39" Vedi sopra
131. Mark Cavendish 3h21'54" Un mostro delle volate.


e il prossimo anno, la seconda manche tra questi due.

sabato 25 luglio 2009

Il monte calvo


Come si fa a regalare così il Mont Ventoux?

Charly Gaul
Raymond Poulidor
Eddy Merckx
Bernard Thevenet
Jean Francois Bernard
Marco Pantani
Richard Virenque
Juan Manuel Garate

Nel 2002 Richard Virenque vinse grazie alla benedizione di una fuga lasciata andare allo sbaraglio, oggi uguale, lo spagnolo Garate ha vinto grazie soprattutto al comportamento dei big. Sembra quasi che il simbolo di vincere su un luogo importante sia scemato e che i corridori di oggi cerchino più il piazzamento finale rispetto alla vittoria di una tappa dal grande significato.
Francamente, anche oggi non mi sono divertito, lontani i ricordi degli scatti di un Pantani vestito di rosa che sfidava a fioretto l’alieno Lance Armstrong. Oggi, togliendo gli scatti di Andy Schleck, il nulla completo. Contador si è limitato a marcare, per questo ha molti amici, perché gli avversari sanno che con lui qualcosa possono vincere. Ma così facendo ne risente soprattutto lo spettacolo.

mercoledì 22 luglio 2009

La tenaglia Schleck

non stritola Contador


Il tappone alpino ha fatto i distacchi, ora diventa più un discorso per la seconda e terza piazza in vista di Parigi, pur rimanendo che Andy Schleck anche oggi ha dimostrato di essere il secondo più forte dietro ad un Alberto Contador che si è limitato a controllare i due fratelli lussemburghesi. Vince Franck Schleck, secondo Contador, poi Andy Schleck, dietro il vuoto. Ecco la panoramica delle Alpi e i miei pareri sui protagonisti.

Alberto Contador: Vince a Verbier, controlla gli Schleck sulle due tappe successive. Ha ipotecato il Tour.
Andy Schleck 2’26”: Sono iniziate le prime sfide con Contador, per ora vince lo spagnolo ma ricordiamoci che il lussemburghese ha tre anni in meno.
Franck Schleck 3’25”: Si riconferma quello dello scorso anno, ma meno autoritario. Con la vittoria odierna si ritrova a dover gestire un podio importante in vista di Parigi. Ma lo perderà.
Lance Armstrong 3’55”: Si stacca ma non molla mai, infatti è ancora quarto con buone speranze di ritornare sotto per quanto concerne il podio.
Andreas Kloden 4’44”: Gregario di lusso, fosse capitano unico in una squadra diversa sarebbe molto più indietro in classifica.
Bradley Wiggins 4’53”: Sfrutta un’edizione facile e infatti è ancora nei primi. La cronometro di domani potrebbe giocare a suo favore.
Vincenzo Nibali 5’09”: Ipotecato un posto nei primi sette, ora deve solamente dare tutto sino alla fine, sperando che qualcuno davanti a lui ceda.
Christian Vandevelde 8’08”: L’anno scorso andava più forte ma non si può dire che stia deludendo.
Cristophe Le Mevel 9’19”: Primo dei francesi, onore e merito ad una nazione che anno dopo anno non trova nessun uomo veramente valido per i posti di alta classifica.
Mikel Astarloza 10’50”: Vincitore della tappa dei due San Bernardi, assolutamente un Tour dignitoso.
Roman Kreuziger 10’52”: E’ ancora molto giovane, ma le sue prestazioni fanno paura in prospettiva futura.
Carlos Sastre 11’39”: Non è più un ragazzino, sta pagando gli sforzi del Giro ma in modo più dignitoso di Menchov e Pellizotti.
Denis Menchov: Fino ad oggi inesistente, la fuga è l’unica nota positiva di un Tour negativo.
Franco Pellizotti: Con la scusa della maglia a pois si è reinventato un Tour che diversamente, sarebbe stato come quello di Menchov.
Cadel Evans: E’ tracollato lentamente, oggi quasi mezz’ora di ritardo. Non vincerà mai la Grand Boucle.

domenica 19 luglio 2009

Era ora, primo scossone

Tour finito?!

Verbier, secondo e penultimo arrivo in salita di un Tour per passisti, vede finalmente lo scossone atteso oltre due settimane. Scattato ai meno cinquemila metri dall’arrivo, Alberto Contador fa il vuoto, l’unico a limitare i danni è uno straordinario Andy Schleck che oggi può dire di essere quasi pronto per le grandi corse a tappe. Terzo Vincenzo Nibali, mai così forte in passato, sorprendente Wiggins, fino a ieri pistard, oggi uomo da corse a tappe. Lance Armstrong ha perso la sfida con il compagno di squadra, da Martedì lo spagnolo sarà in giallo, per il texano invece è arrivato il momento di mantenere un podio non così certo come sembra. Primo degli italiani in classifica, Nocentini che oggi ha corso alla grande perdendo due minuti e mezzo. Nibali ora è settimo, 2’51” il suo ritardo, non vincerà il Tour de France ma un posto nei primi cinque potrebbe essere realtà.

Ecco la situazione prima del giorno di sosta.

Contador
Armstrong 1’37”
Wiggins 1’46”
Kloden 2’17”
A Schleck 2’26”
Nibali 2’51”
F Schleck 3’25”
Sastre 3’52”
Evans 4’27”
Kreuziger 4’40”
Menchov 11’23”

Maglia verde a Hushovd, a pois continua l’avventura di Pellizotti, mentre la classifica giovane e dominata da Andy Schleck, il corridore del futuro.

venerdì 10 luglio 2009

Tappa a Feillu, maglia a Nocentini

che noia!
La Francia in festa, Feillu vince il primo arrivo in salita ma in concomitanza con questo, Nocentini, che era in fuga insieme al francese, riesce a conquistare la maglia gialla, nove anni dopo Alberto Elli.
Da dietro non succede quasi nulla, allunga Evans ma gli Astana lo braccano, così, all’ultimo chilometro attacco di Contador che se ne va di forza guadagnando oltre venti secondi sul gruppo dei migliori balzando davanti a tutti i favoriti nella classifica. Bene Armstrong ma si è vista l’inferiorità rispetto al compagno di squadra, bene Evans ed Andy Schleck, non male neanche Nibali che era nella coda del gruppo di Armstrong. Dispersi i protagonisti del Giro d'Italia, Menchov, Sastre e Pellizotti personalmente non li ho nemmeno visti tagliare il traguardo prima che il Bulba chiudesse la diretta.
Ma la noia è padrona, immagino un Tour avaro di emozioni nelle prossime due tappe pirenaiche.

martedì 7 luglio 2009

Cronosquadre all'Astana

...ma Cancellara resiste

La cronosquadre ha segnato ulteriormente la classifica. Mantiene il sigillo Cancellara ma si parla di centesimi e non certo di secondi. Armstrong, che ha vissuto due giorni di fuoco, si ritrova in seconda posizione, con una maglia gialla a portata di mano e soprattutto con degli avversari già inevitabilmente lontani.
Ecco i principali big visti oggi, dopo quattro giorni di Tour:

Cancellara
Armstrong “
Contador 19"
Kloden 23"
Leiphaimer 31"
KreuzIger 1'31"
Nibali 1'36"
Andy Schleck 1'41"
Sastre 2'44"
Evans 2'59"
Menchov 3'52"

A questo punto si fa presto a fare una veloce analisi di chi può considerarsi con un piede nella fossa, visto che per me questo non sarà un Tour di recupero bensì un Tour per regolaristi, chi perde all’inizio non guadagnerà più di tanto prima dell’ultima settimana.
Fuori dai giochi Menchov, il russo è il lontano parente di se stesso e ad oggi può solo limitare i danni fino a Parigi, se vorrà risalire nella top 10, oppure uscire definitivamente per puntare ad una vittoria di tappa.
Evans per esempio ha già perso il Tour, moralmente per uno come lui non deve essere il massimo cominciare le salite con quasi tre minuti di svantaggio.
Carlos Sastre non malissimo ma non è un percorso adatto alle sue caratteristiche, quindi, quello che ha perso fino ad ora potrebbe fare la differenza.
Andy Schleck invece può ritenersi soddisfatto, grazie a Cancellara comincerà i Pirenei con uno svantaggio nella media e se avrà la gamba, dovrà attaccare perché per lui tutto è ancora molto aperto.
Il duo Liquigas grazie ad una cronosquadre grandiosa è anch’esso messo benissimo, Nibali e Kreuziger hanno poco più di un minuto e mezzo, in poche parole, se avranno le gambe dopo il trittico dei Pirenei si ritroveranno messi bene nella generale.
Passando invece ai primi cinque posti, che dire, abbiamo due gregari, due capitani e un Cancellara che ha tolto la soddisfazione ad Armstrong di vestire la maglia gialla. Contador dovrà attaccare inevitabilmente ad Andorra, se Armstrong dovesse prendere la maglia gialla sarebbe dura poi fare la voce grossa.

lunedì 6 luglio 2009

Bis di Cavendish

Armstrong guadagna 40" sui migliori
Nel secondo giorno di gloria del fenomeno Cavendish si è rivisto il Lance Armstrong dei bei tempi, furbo e scaltro nel capire il momento giusto della corsa. Il gruppo si taglia in due, davanti rimangono una trentina di corridori, nessun nome importante apparte Armstrong.
Come detto, vince senza problemi Cavendish mentre la maglia gialla Cancellara che ha terminato con il primo gruppo, si ritrova con un vantaggio molto importante nella generale, che potrebbe consentirgli di prolungare fino ad Andorra la sua permanenza nella cima della classifica.
Armstrong alla fine dei conti ha guadagnato 40” su tutti i suoi diretti avversari per la classifica finale, quaranta secondi che potrebbero cambiare le carte in tavola a favore di quest’ultimo, ora davanti anche a Contador di 19”, importanti ma non decisivi.
Domani cronosquadre, favorita il Team Columbia ma attenti all’Astana e soprattutto alla Saxo Bank che non vorrà di certo far perdere il sigillo all’elvetico.

sabato 4 luglio 2009

Il Tour è partito (da Monaco)

CANCELLARA imbattibile

E’ partito il Tour de France con una cronometro da Monaco. Scelta discutibile, la classifica ora appare già segnata e probabilmente dopo la cronosquadre della prossima settimana verranno avvantaggiati i corridori militanti nelle squadre più competitive.
Vittoria, quasi scontata di Fabian Cancellara, nettamente superiore a tutti gli altri atleti. Secondo Contador a 18”, poi Wiggins a 19”.
Tra gli altri big, va bene Evans quinto a 23”, Kreuziger settimo a 32”, scippa la maglia bianca al compagno di squadra Nibali di soli 5”.
Armstrong decimo a 40”, l’americano è andato nella media ma ha già perso ventidue secondi da Contador che non recupererà facilmente nelle prossime settimane.
Andy Schleck paga un minuto ma sarà sicuramente mattatore nelle salite, chi invece non ha brillato è Menchov, doppiato da Cancellara e molto meno competitivo di quello che avevamo visto al Giro. Per il russo 1’31”, troppi per poter pensare ad un eventuale podio finale. Perde già da subito la leadership Pellizzotti, 1’33” di ritardo cioè un minuto peggio di Kreuziger ma come Menchov e Sastre, il delfino è più che scusato.
Siamo appena alla prima tappa ma molte cose sembrano essere chiare. Ora prima – noiosissima – settimana in attesa del primo arrivo in salita che, per fortuna, quest’anno arriverà molto presto.
A risentirci.

lunedì 29 giugno 2009

Si avvicina il Tour

ARMSTRONG VS CONTADOR

Si avvicina Luglio, il mese del Tour de France, il mese più importante del calendario ciclistico. La corsa più famosa in assoluto sta per prendere il via e rispetto alle ultime tre edizioni presenta una lista partenti più avvincente del solito. L’Astana parte da padrona con un team che non ha molti rivali, due capitani e altri capitani a fare i gregari.
Questa Primavera si parlava degli artigli di Lance Armstrong sulle spalle di Alberto Contador. Sono loro i nomi più gettonati del momento per la vittoria finale, poi vengono gli altri. Armstrong al Giro d’Italia è andato troppo forte se si considera la sua partecipazione come una sorta di preparazione per il Tour. E questo inquieta gli animi degli avversari più attenti, altri probabilmente non hanno valutato questo aspetto e pensano di atterrarlo senza molti problemi. Riuscirà Contador a reggere la pressione psicologica che verrà a crearsi in casa Astana?
Penso che assisteremo ad una guerra psicologica, il più forte mentalmente riuscirà a prevaricare. Sappiamo infatti che Armstrong è superiore alla media in fatto di concentrazione mentale, Contador dovrà cercare di non perdere la calma laddove si creasse un episodio a suo sfavore.
Valutando gli altri contendenti, non mi sembra ci sia modo, ma magari mi sbaglio, di sconfiggere l’Astana. Cadel Evans a parole sembra il più preparato, ma al Delfinato andava forte, troppo per poter reggere ancora a lungo. Vedremo se sarà ancora abbonato al secondo posto, non certo facile da ottenere in questa edizione di fine decennio.
Escluderei anche Menchov e Sastre, i due sono andati forte al Giro d’Italia e questo li svantaggerà quando sarà ora di essere brillanti.
Andy Schleck è invece uno di quelli che fa sognare un colpo a sorpresa, come successe nel 2007 all’allora giovane Contador. Vedremo cosa saprà fare. Come lui gli altri due giovani Kreuziger e Gesink.
L’Italia si affiderà alla Liquigas, orfana di un Basso che aspetta l’anno venturo, i “verdi” rilanciano con Pellizotti e Nibali. Il delfino non ha possibilità di classifica, però potrebbe vincere una tappa, lo squalo invece deve fare esperienza, guai a chi chiede di più.
E’ partito il conto alla rovescia, si riparte per l’ennesima volta, l’obiettivo è quello di sconfiggere Lance Armstrong, chiunque esso sia, deve riuscirci.

domenica 14 giugno 2009

Ma Valverde se ne frega

... e vince il Delfinato in barba a...


Cadel Evans, Alberto Contador, Alejandro Valverde, protagonisti al Giro del Delfinato, probabilmente protagonisti anche al prossimo Tour de France. L’australiano è ancora una volta secondo, dietro l’ennesimo spagnolo di turno, Alejandro Valverde. Quest’ultimo sembra fregarsene altamente di quello che il Coni sembra volere, ovvero la sua non partecipazione al Tour de France, un Tour che, almeno come percorso, calzava bene al capitano della Caisse d’Epargne. Se non ci sarà, la corsa perderà un possibile protagonista cacciatore di tappe.
Terzo incomodo nonché attesissimo due anni dopo la sua prima vittoria al Tour, piovuta dal cielo dopo l’esclusione di Rasmussen, Alberto Contador non è apparso al top, ma ora è Giugno e lui dovrà andare forte a Luglio (Armstrong docet).
Piccola statistica, nessun italiano ha mai vinto il Giro del Delfinato, poteva essere la volta di Ivan Basso, sogno naufragato per problemi di salute, quindi primo degli italiani Vincenzo Nibali, settimo, un piazzamento secondo me importante, vuol dire che anche lui non è ancora al top della condizione e quindi avrà solo da aspettare il Tour de France per sfogarsi.
Mezza stagione è andata, ora il Giro di Svizzera, poi campionati nazionali prima che all’orizzonte rispunti l’ombra di Lance Armstrong.

lunedì 9 febbraio 2009

L'impresa epica a Les deux Alpes

"Uno schiaffo all'epoca della perfezione.
Pantani è perfezione ma al tempo stesso imperfezione.
Rompe ogni schema,
dimostrando che si può ancora inventare qualcosa,
in un'epoca dove c'è davvero poco da inventare"


Aveva appena vinto il Giro d’Italia mettendo fuori gioco dapprima Alex Zulle e poi, vincendo l’epica sfida con Pavel Tonkov a Montecampione, era andato ad ipotecare la maglia rosa a Milano.
Ma ora era tempo di Tour, un Tour neanche troppo difficile e che strizzava l’occhio al vincitore dell’anno precedente. Chi poteva scommettere su Pantani? Davvero pochi.
Ma il ciclismo non sempre ha logica, a volte può essere fatale per chi è troppo sicuro di sè. Basta poco se ci pensiamo, una cotta, un po’ di freddo, una caduta, una foratura e via di seguito.
Il 27 Luglio è una di quelle giornate estive che sembrano tutto tranne estive. La pioggia cade a dirotto ma oggi si sale oltre i duemilacinquecento metri (e scusate se è poco), le condizioni avverse potrebbero cambiare molte cose.
Alla vigilia di questa tappa che presenta il Galibier, Ullrich ha un vantaggio di oltre tre minuti sul pirata.
Quel giorno erano già in fuga Serrano, Massi, Rinero, Jimenez ed Escartin, tutti scalatori di un certo livello.
Il gruppo continua del suo passo con i migliori che proseguono coperti dai gregari. Ullrich sembra ancora fiero ma in realtà è cotto e stracotto, pronto per la disfatta. Ai meno cinque dall’arrivo parte proprio lui, Marco Pantani. Uno scatto atteso che fa male. Leblanc segue per un po’ il pirata ma quest’ultimo, dopo un po’, preferisce continuare del suo passo, un passo doppio rispetto a tutti gli altri.
Man mano Pantani ricomincia a recuperare anche coloro che erano in avanscoperta dalla mattinata. In cima al Galibier c’è uno scenario da lupi e quando transita anche Ullrich i minuti di ritardo sono 2’56”. La vera disfatta avverrà in discesa.
Pantani che si è buttato a capofitto verso la vallata, fa pensare al peggio quando si ferma, ma questa volta non è caduto, bensì sta per indossare la mantellina contro il freddo tagliente.
Ai piedi di Les deux Alpes il romagnolo è virtualmente maglia gialla, da dietro, Ullrich si è fermato per una foratura ed è devastato dalla crisi giornaliera. Quello che fino a ieri sembrava una sfinge, si è rivelato battibile come un normale corridore.
“Continua a scattare, soltanto subito dopo aver superato la linea del traguardo, Marco Pantani si concede il gesto del trionfo”, queste la parole di Adriano De Zan che commemora la grandissima impresa d’altri tempi che il Mondo intero ha assistito quest’oggi.
Dietro il vuoto, sfilano dapprima i corridori che erano già in fuga, Massi, Escartin, Rinero e prima di vedere un uomo di alta classifica bisognerà attendere Bobby Julich, quinto a quasi sei minuti. Jan Ullrich arriverà quasi nove minuti dopo, perdendo si la maglia gialla ma cosa ben più grave, anche l’intero Tour de France vista la nuova classifica ridimensionata: quasi sei minuti di ritardo dalla nuova maglia gialla. Non basterà nemmeno una cronometro di cinquanta chilometri per recuperare il tempo perduto.
Dopo trentatre anni, l’Italia è di nuovo in festa per un italiano al Tour de France. Quell’italiano è Marco Pantani, conosciuto dai più anche come il pirata. E’ l’apice di una carriera già stellare ma dalle oscure nubi all’orizzonte.
"Non sono folle,
è che l'impresa
è l'impresa"
M.Pantani