martedì 17 novembre 2009

Passo San Pellegrino 2006

San Pellegrino 2006
E' storia recente ma sembra ieri

1° Garate tagliato a metà sulla destra
2° Voigt a 4" centro foto

7° Simoni a 2'15" tutta grinta 8° Basso " una sfinge
10° Di Luca a 2'19" appena dietro

a 25" dal gruppo maglia rosa arrivano Cunego e Gutierrez
a 2'01" dal gruppo maglia rosa, Savoldelli e Piepoli


Bs le chiamerebbe "le foto del cassetto" o del cassonetto.

mercoledì 11 novembre 2009

2009

ARMSTRONG VS CONTADOR, LA SFIDA IN CASA

E arriviamo a quest’anno, alla stagione del Giro del Centenario, del ritorno di Armstrong e Basso, mancava soltanto Ullrich all’appello ma il crucco si è dato alle macchine.
La Milano-Sanremo se la giocano le nuove leve, vince Cavendish che sconfigge Haussler. Il Giro delle Fiandre è di nuovo di Devolder che sconfigge Haussler, ancora secondo, terzo Gilbert.
Parigi-Roubaix, tris di Boonen, imbattibile, secondo Pozzato in una bolgia a suo sfavore, terzo il vichingo Hushovd.
L’Amstel è di Ivanov su Kroon e un aggressivo Gesink, pochi giorni dopo Rebellin sconfigge Andy Schleck e Damiano Cunego alla Freccia Vallone, verrà successivamente trovato positivo al CERA, ma in merito al secondo posto dell’Olimpiadi di Pechino del 2008. E’ dramma.
La Liegi Bastogne Liegi viene stravinta da un incontenibile Andy Schleck, il ragazzino che arrivò secondo al Giro del 2007, oggi può ritenersi uno dei maggiori esponenti della bici.
Giro del Centenario, ci sono molti nomi internazionali, a partire da Armstrong ma non manca Sastre, Menchov, Leipheimer ecc…
Un percorso anomalo, prima Alpi e poi Appennini, scombussola il tutto. Armstrong viene da un infortunio, non sarà della partita. Di Luca sembra essere quello di due stagioni fa, vince a San Martino di Castrozza, contiene Menchov all’Alpe di Siusi, vince poi la Cuneo-Pinerolo ed è la degna maglia rosa di metà giro.
Ma quando è l’ora della maxi crono delle Cinque Terre, Denis Menchov sbaraglia chiunque, conquista la maglia ai danni di Di Luca e lo tallona in ogni salita.
Sastre vince sul Monte Petrano, Pellizotti sul Blockhaus, Sastre di nuovo sul Vesuvio e dietro a questi c’è sempre Menchov, l’ombra di Danilo Di Luca. Non brilla invece Basso, sono lontani i tempi in cui dava minuti su minuti agli avversari.
Neanche la caduta nella cronometro finale di Roma piega il russo, Menchov è rosa fino alla fine, Di Luca perde per 41”, verrà successivamente trovato positivo al CERA.
Terza piazza per Pellizotti, quarto Sastre, quinto Basso e sesto Leipheimer, è stato un Giro di alto livello.
Passiamo al Tour de France, atteso Armstrong che dopo il Giro d’Italia si dice pronto per poter ben figurare in Francia. Ma dovrà vedersela col compagno di squadra, Contador, ritornato dopo due anni per riprendersi quella maglia gialla piovuta dal cielo.
L’Astana domina, è la squadra più forte e si vede sin dalle prime battute. L’Italia vive otto giorni in giallo con Rinaldo Nocentini, peccato per non aver portato a casa nemmeno una tappa. La situazione rimane stazionaria e noiosa fino alle Alpi, a Verbier Contador apre le danze e stacca tutti prendendosi il giallo che porterà fino a Parigi. A Le Grand Bornand, trova nei fratelli Schleck i veri rivali per la conquista dello scettro, specialmente Andy, questo giovane sorprendente che fa paura a chiunque. Armstrong è un po’ più indietro ma riuscirà nella cronometro di Annecy a salire alla terza piazza, dietro un Contador imprendibile e ad un Andy Schleck lunare.
Il Mont Ventoux decreterà la conquista del secondo Tour a Contador, Andy non può nulla, oltre quattro minuti sono troppi da recuperare in una giornata, terzo Armstrong a 5’24”, l’americano ne esce con dignità.
Primo degli italiani Nibali, settimo, da segnalare la conquista della maglia a pois di Pellizotti, maglia che mancava da molti anni in Italia.
A Settembre è l’ora della Vuelta che vede al via svariati nomi importanti. L’Italia porta a casa due tappe con Cunego che però non arriverà a Madrid. Per quanto riguarda la classifica, Valverde riesce finalmente a fare suo un grande giro, Samuel Sanchez è secondo a 55”, terzo Evans a poco più di un minuto e mezzo. Ivan Basso è il primo degli italiani, quarto a 2’12”, la sua stagione può ritenersi più che dignitosa, bene anche Tiralongo, ottavo a 9’11”.
Mondiali a Mendrisio, l’Italia ben figura con le donne, Cantele è argento a cronometro e bronzo in linea, Guderzo è oro in linea, saranno le uniche medaglie dell’intera settimana iridata.
Cancellara ritorna vincitore del campionato mondiale a cronometro, egemonia assoluta la sua, per la terza volta.
Nella prova in linea, doveva essere l’anno dei grandi nomi e così è stato. L’Italia ne esce sconfitta dopo tre annate vincenti, a vincere è Cadel Evans, uomo da grandi giri che stacca tutti e giunge a braccia alzate a Mendrisio. Per l’Australia è vittoria storica nel medagliere finale.
La stagione si conclude con il Giro di Lombardia vinto da un cannibale Philippe Gilbert che mette dietro l’olimpionico Sanchez e l’eterno piazzato Kolobnev.
Finisce così l’ultimo decennio ciclistico che abbiamo vissuto, tra qualche mese se ne apre uno nuovo, si spera con più pulizia e correttezza.


Questo è uno degli ultimi articoli dedicati al mondo professionistico, sinceramente sono stanco di dedicare spazio a questo mondo, ci sono sicuramente molti siti che fanno lo stesso e x questo il blog prenderà una nuova forma, come premesso qualche tempo fa. Metterà in secondo piano il mondo professionistico e parlerà principalmente del ciclismo amatoriale, quello immerso nei boschi, nelle colline o al fianco di una rupe rocciosa, di un lago o delle onde del mare, in una giornata di pioggia o di torrido sole, il ciclismo metropolitano, o quello delle strade dimenticate, il ciclismo lontano da riflettori e pettorali di gara. Questo sarà il mio nuovo ciclismo.

domenica 8 novembre 2009

2008

IL NUOVO GIGANTE

Penultimo appuntamento con il riassunto del decennio che sta per finire. Di questa annata ci ricorderemo di varie cose, prima di tutto la vittoria di Fabian Cancellara alla Milano-Sanremo. Lo svizzero sconfigge Pozzato e Gilbert. Al Giro delle Fiandre ha la meglio Devolder su Nuyens e Flecha, la Parigi-Roubaix è per la seconda volta di Boonen, Cancellara è battuto. Terzo Ballan, l’italiano è per la seconda volta nel podio della classica del pavè, un giorno potrebbe vincerla.
Trittico delle Ardenne, sempre positivo per l’Italia. Damiano Cunego fa sua l’Amstel Gold Race sconfiggendo Franck Schleck e Valverde, due abbonati di queste corse.
Alla Freccia Vallone Krichen sconfigge Evans, Cunego è terzo e promette bene per la Liegi che però viene vinta per la seconda volta da Valverde, il quale batte Rebellin e Franck Schleck. In tre anni, Valverde non è mai andato sotto il secondo posto alla Liegi, complimenti.
Arriva Maggio, è tempo di Giro d’Italia. E’ un’annata fortunata, ci sono molti nomi internazionali, a partire da Contador e Kloden, esclusi dal Tour perché militanti nella discussa Astana.
C’è anche Menchov che promette bene mentre l’Italia punta soprattutto su Di Luca, campione uscente ma reduce da una Primavera sofferta.
E’ un Giro che si deciderà principalmente nell’ultima settimana, difatti nelle prime due ci sono distacchi residui, Riccò vince due tappe, è il vero uomo di punta dell’Italia. La cronometro di Urbino è vinta da Bruseghin, il veneto sembra in palla e lo dimostrerà nelle salite successive.
Nella prima tappa alpina, quella dell’Alpe di Pampeago, vede la fuga di Sella che tutto solo vince con oltre quattro minuti sul secondo. I migliori si controllano, va forte Menchov ma non guadagna più di tanto, idem per Riccò e Pellizotti, mentre Contador è offuscato, ma in classifica risulta il primo dei big. Sarà sua la maglia rosa l’indomani, sulla Marmolada, che vede il bis clamoroso di Sella. Lo spagnolo si difende con i denti da Riccò e in classifica è davanti a tutti. Difenderà poi il primato nella cronoscalata di Plan de Corones, aumentando il vantaggio, ma viene attaccato da Riccò e Di Luca nella tappa del Monte Pora mantenendo la maglia rosa per soli 4” su Riccardo e 21” su Danilo. L’indomani è il giorno del Mortirolo, tutto sembra aperto ma nessuno ha la forza di fare la differenza, così, Sella va a prendersi la terza vittoria in questo Giro, mentre Di Luca cede abbandonando definitivamente i sogni di gloria.
A sancire la vittoria di Contador è soprattutto la cronometro finale di Milano dove sbaraglia i diretti rivali e conquistando la corsa rosa senza aver portato a casa nemmeno una tappa (come Balmamion).
Secondo è un polemico Riccò, incontenibile ma spettacolare, terzo Bruseghin che corona un sogno e priva a Pellizotti il podio per soli due secondi. Dopo dodici anni, uno straniero vince il Giro.
Al Tour, l’Astana non c’è e si sente. La corsa inizia nel migliore dei modi, Riccò fa sognare gli italiani, vince a Super Besse, stacca tutti sull’Aspin e arriva solo a Bagnere de Bigorre, in molti lo inquadrano come un possibile vincitore del Tour, ma in seguito alla tappa dell’Hautacam viene trovato positivo al CERA e viene fatto fuori insieme alla Saunier Duval. Ecco perché i giallo-bianchi andavano così forte! Per il terzo anno consecutivo, il Tour è nella bufera, ma la corsa va avanti, si giunge sulle Alpi senza più sogni ma tanti bisogni.
Dopo l’arrivo di Prato Nevoso, Evans perde la maglia gialla ai danni di Franck Schleck ma la classifica ha ritardi risicati, non c’è un uomo dalla marcia in più.
Ci penserà l’Alpe d’Huez a incoronare Sastre re della corsa. Stacca tutti e giunge solo sul mitico traguardo con oltre due minuti di vantaggio sul gruppo dei migliori. Resiste a Evans nella cronometro finale e a Parigi è in giallo. Secondo Evans, terzo il sorprendente Kohl, vincitore della maglia a pois, successivamente positivo al CERA.
E’ l’anno delle Olimpiadi a Pechino, la prova a cronometro è di Cancellara che saluta tutti e chiude così la sua stagione, la prova in linea è di Samuel Sanchez che sconfigge Davide Rebellin e Cancellara.
A Settembre è tempo di Vuelta, qui ritroviamo gli Astana con il duo Contador-Leipheimer, praticamente imbattibile.
Manipolano la corsa nelle tappe più importanti, Contador vince ben due arrivi in salita fra cui l’Anglirù, Leipheimer vince le due cronometro e a Madrid è secondo come Barrichello a 46” dal capitano. Terzo l’infaticabile Sastre, decimo Bruseghin primo degli italiani.
Si giunge successivamente alla settimana iridata di Varese. Si gioca in casa e si domina. La prova a cronometro non è roba nostra, difatti va a Grabsch su Tuft e Zabriskie, ma nella prova in linea non ci sono cazzi, Ballan da finisser mette tutti al palo e a gran sorpresa è il successore di Bettini che annuncia il ritiro. Secondo un amaro Cunego ma rilancia per Mendrisio.
Per Cunego la stagione non è comunque finita, poco tempo dopo è l’ora della vittoria al Giro di Lombardia, la terza, vinta contro due giovani, Brajkovic e Uran…
Ma quello che ora fa più paura è l’annuncio del ritorno di Armstrong, la stagione si conclude così, con l’annuncio del ritorno del texano e quello di Ivan Basso, tutto ciò per far sognare un 2009 da Centenario…

mercoledì 4 novembre 2009

2007

Bettini nella storia

In questa stagione viene escluso Ivan Basso, da poco approdato alla Discovery Channel, coinvolto nell’Operacion Puerto, rimarrà fuori per quasi due anni. L’Italia, orfana, cerca nelle nuove leve nomi di rango, intanto, alla Milano-Sanremo vince per la seconda volta Freire Gomez. Al Giro delle Fiandre la vittoria va ad Alessandro Ballan, terzo è Paolini, diversamente, alla Parigi-Roubaix vince un australiano, il primo del suo paese, un nome blasonato quale Stuart O’Grady.
All’Amstel Schumacher sconfigge Rebellin e Di Luca, Rebellin si prenderà poi la rivincita alla Freccia Vallone sconfiggendo Valverde e un Di Luca abbonato ai terzi posti.
Danilo è in palla e qualche giorno più tardi conquista la Liegi sconfiggendo Valverde e Franck Schleck. L’abruzzese è anche molto blasonato in prospettiva Giro d’Italia, all’orizzonte non sembrano esserci grandi rivali.
Il Giro difatti inizia nel migliore dei modi, è sua la cronosquadre e l’arrivo in salita a Montevergine, va forte anche al Santuario della Madonna della Guardia vincendo poi il tappone alpino dell’Izoard con arrivo a Briancon.
La giornata che segnerà la definitiva vittoria sarà la tappa delle Tre Cime di Lavaredo vinta dal giovane Riccardo Riccò su Piepoli. Quel giorno ci ricorderemo soprattutto dell’attacco in coppia di Savoldelli e Mazzoleni, quest’ultimo risale in classifica al secondo posto senza tuttavia impensierire la maglia rosa.
Nella giornata dello Zoncolan, sorprende soprattutto il fratellino Andy Schleck, capace a 22 anni di un secondo posto mozzafiato nella generale, stacca Di Luca e viene preceduto solo dal duo Saunier Duval, Simoni e Piepoli.
Per Di Luca è fatta, perde altro terreno nella prova contro il tempo di Verona ma a Milano conserva 1’55” su Andy Schleck e 2’25” su Mazzoleni.
E’ il Giro del cambio generazionale, a vincere è un non giovane ma dietro sia Schleck junior che Riccò scalpitano in vista del 2008.
Passiamo al Tour de France, un Tour drammatico per via dei soliti scandali doping. Doveva essere il Tour di Vinokourov ma causa una caduta, il kazako si ritroverà ad arrancare. Non lo accetterà.
La corsa è senza leader, a Tignes Rasmussen s’inventa la fuga da lontano e conquista la maglia gialla. Nei giorni seguenti si susseguono gli scatti, brilla specialmente Contador, questo nuovo volto iberico ritornato da un brutto infortunio.
Rasmussen dispone di oltre due minuti su Valverde e Mayo, ma sappiamo quali sono le sue lacune a cronometro… Cronometro vinta da Vinokourov che fino a qualche giorno prima non stava nemmeno in piedi. Rasmussen se la cava benissimo e mantiene il giallo per un minuto su Evans e due minuto e mezzo su Contador.
Quando cominciano i Pirenei, diventa un duello tra Rasmussen e Contador, a Plateau de Beille vince lo spagnolo mentre cede clamorosamente Evans, abbandonando così i propositi di vittoria.
Il giorno successivo nel tappone di Loudenville, Vinokourov fa bis, verrà poi espulso dalla corsa per trasfusione di sangue.
Nella tappa successiva Rasmussen sembra chiudere il Tour, stacca tutti e vince sull’Aubisque, ipotecando così la possibile vittoria finale. Ma la sera stessa viene cacciato dal Tour dalla sua squadra per avere mentito sulla sua reperibilità nel mese di giugno ed alimentando così i sospetti di doping sul suo conto. Tutta colpa di Cassani!
La Grand Boucle è caduta di nuovo in disgrazia, non era bastato il caso Landis del 2006, nel 2007 si raddoppia e a Parigi si arriva con una classifica segnata inesorabilmente. La cronometro finale vinta da Leipheimar consegna a Contador la vittoria finale che vince a sorpresa per soli 23” sull’australiano Cadel Evans.
Ma di questo Tour si ricorderà ben altro.
Alla Vuelta, la Russia domina e contrasta in modo egregio gli spagnoli, disabituati all’egemonia di qualche anno fa. La vittoria va a Denis Menchov che ha la meglio su Sastre e Samuel Sanchez, Evans è quarto. Per Menchov è la seconda Vuelta in tre anni, per molti è destinato a diventare un volto importante in prospettiva Tour de France.
Passiamo poi al Mondiale di Stoccarda. L’Italia vince il medagliere grazie anche alla vittoria di Marta Bastianelli nella prova in linea delle donne, oltre al bronzo della Bronzini.
Ritornando ai professionisti, la prova a cronometro è vinta di nuovo da Cancellara che sconfigge Bodrogi e Clement.
Il momento clou lo viviamo nella prova in linea degli uomini, Paolo Bettini risponde a chi non lo voleva in corsa con uno sprint al cardiopalma che lo corona per la seconda volta consecutiva campione del mondo.
La stagione si conclude qualche settimana più tardi con il consueto Lombardia, la sfida è italiana, Riccò vs Cunego, vinta dal veronese che fa bis, quarto Andy Schleck il quale incombe sulla stagione futura in modo molto pericoloso.

lunedì 26 ottobre 2009

La 3° settimana di Giro

Sei giorni di fuoco
Lunedì 24 Maggio è l’ora del secondo riposo, poi si riprende per quella che è la settimana più difficile dell’intero Giro. La classifica fino a qui è già scritta in parte, ma tutto è apertissimo con quello che sta per venire.
Cronoscalata a Plan de Corones, con pendenze anche al 24%. Però io ora mi chiedo, ma perché proporre una fotocopia della tappa del 2008? Perché non fare una cronoscalata in un’altra salita?! Mah, ad ogni modo non ci saranno grossi distacchi, il mio favorito è Josè Rujano, sarebbe bello rivederlo vincitore di una tappa al Giro dopo cinque annate di anonimato.
Il giorno successivo Brunico-Pejo Terme, tappa di media salita ma dopo la giornata di Corones sfido chiunque ad avere le gambe riposate. Non ci saranno distacchi, però qualcosa potrebbe succedere verso Pejo Terme. Anche questa da non sottovalutare, sicuramente se confrontata alle altre tappe alpine della terza settimana, rappresenta il male minore.
La tappa di Brescia è l’ultima dedicata ai velocisti, ma quanti ce ne saranno ancora nel gruppo?! Rischiamo di vedere una volata vinta da Basso?
Bando alle ciance, è un Venerdì 13 quello che aspetta i corridori nella tappa che da Brescia porterà all’Aprica. La tappa inizia timidamente, c’è un primo transito sull’Aprica, scalata del Trivigno, scalata del Mortirolo (il momento di pathos), discesa verso Edolo e arrivo sull’Aprica. Piccola nota di demerito, si la tappa è dura e farà male, però potevano fare arrivo sul S.Cristina… perché fotocopiare sempre dal passato? Ad ogni modo, Aprica o non Aprica, saranno cazzi amari per molti.
Come saranno cavoli amari anche nella tappa del giorno dopo, la penultima. Partenza da Bormio, Forcola di Livigno, sconfinamento in Svizzera, Eira, Foscagno, di nuovo Bormio, scalata del Gavia (Cima Coppi), discesa e arrivo sul Passo del Tonale che non è durissimo ma dopo tutte quelle salite farà di certo male a chiunque. Qui si chiude la parentesi delle salite e possiamo esserne fieri, gli organizzatori ne hanno messe tante e collocate anche bene.
Fino ad ora non c’è stata nessuna cronometro individuale a parte il cronoprologo e la cronoscalata, quindi la classifica vedrà principalmente scalatori in prima fila. Chi si aspetta la cronometro finale da passi stoni stile Tour, si sbaglia di grosso. Ed è qui che il Giro gioca un colpo basso, la cronometro finale che si svolge nel circuito delle Torricelle a Verona, presenta quattro chilometri e mezzo di salita, per un totale di soli quindici chilometri di prova contro il tempo. Lasciatemi dire che anche in questa giornata gli scalatori avranno la possibilità di fare molto bene.
E’ Verona, quindi, il luogo di chiusura. Per il secondo anno consecutivo niente Milano (ma chissenefrega).
Credo di aver scritto tutto… Non c’è altro da aggiungere. Il percorso è per scalatori, ce ne fossero in giro… Speriamo che arrivi qualche grimpeur dall’estero, che so, un Soler, un Rujano, di certo con un percorso così potrebbero fare grandi cose. Tra i campioni italiani vedo bene il duo Liquigas e soprattutto una speranza per rivedere Cunego nei primi cinque posti. Secondo me il piccolo principe può farcela ma deve dimenticarsi le classiche del Nord.
Campioni internazionali? Mah, la vedo dura, Contador non sembra intenzionato, Armstrong fa bene a starsene lontano, con un percorso così non arriverebbe nemmeno decimo, Menchov come Armstrong non mi sembra adatto ad un percorso del genere e sono sicuro che punterà al Tour… La mia speranza è vedere Sastre ed Andy Schleck, questi due potrebbero anche vincerlo, specialmente il lussemburghese che sta maturando sempre più.
Bene, ora basta, mi sono rotto di fantasticare, lasciamo tempo al tempo e scopriremo chi vincerà davvero la corsa rosa.

Il giorno del Mortirolo sarà fondamentale. Ben 4 salite, una entrata nella leggenda.
La giornata delle giornate. Quinto arrivo in salita. Qui si decide il Giro.

La 2° settimana di Giro

Si risale al Nord

La seconda settimana comincia timidamente con la tappa di Cava de Tirreni, pianeggiante ma non nel finale dove c’è una dolce salitella che potrebbe essere utile ai colpi di mano.
Il giorno successivo tappa per velocisti, c’è da dire che Bitonto è anche il punto più a Sud di questo Giro d’Italia.
Ricomincia così la risalita con la tappa di L’Aquila, abbastanza movimentata ma più per fughe da lontano che per altro.
Porto Recanati è un'altra tappa per velocisti e forse anche quella di Cesenatico dove ci sarebbero due salite ma l’ultima dista a quaranta chilometri da traguardo e questo mi fa pensare che molto probabilmente qualche sprinter potrebbe anche rientrare.
La tappa di Cesenatico segna la fine del Giro facile e da inizio al vero Giro. Sabato 22 Maggio si valicheranno le porte dell’inferno, da Ferrara ad Asolo, con il Monte Grappa da Semonzo, venti chilometri molto duri che creeranno selezione. A dirla tutta non è poi chissà quale tappa, dipenderà dai fantasisti del gruppo renderla ardua.
Terminiamo la seconda settimana con la quindicesima tappa, quella che da Mestre porterà i nostri sul Monte Zoncolan. E’ l’ora di scazzottarsi per bene. Prima dello Zoncolan ci saranno tre salite medie che anticiperanno Ovaro, quindi scalata della salita più dura d’Italia… Sarà una giornata fondamentale per gli scalatori. Ma è ancora presto per dare sentenze.

domenica 25 ottobre 2009

La 1° settimana di Giro

Da Amsterdam al Terminillo

Cominciamo con la prima settimana di percorso. Si parte l’8 Maggio 2010 dalla capitale dell’Olanda, che ospiterà la partenza delle prime tre frazioni.
La prima è un cronoprologo di otto chilometri e mezzo, primi distacchi ma nulla di esagerato, quindi, due tappe lunghe e molto pianeggianti adatte ai velocisti che, usufruendo di abbuoni, potrebbero anche vestire la maglia rosa.
Martedì 11 è già riposo, il giorno dopo c’è la cronosquadre di Cuneo, lunga poco più di trenta chilometri, principalmente in falsopiano. In questa giornata, chi milita in un team importante, potrebbe mettere il primo tassello per la classifica.
La tappa di Novi Ligure è ancora per velocisti, per vedere i primi movimenti bisognerà aspettare Carrara dove ci sono tre salite, due di queste negli ultimi quaranta chilometri. I velocisti si staccheranno per la prima volta.
Poi, da Carrara ci si avvierà verso Montalcino, la tappa delle strade bianche con un finale pericoloso e adatto a chi predilige gli sterrati o i pavè. E’ la classica giornata dove si possono creare buchi e tendere trappole a corridori d’alta classifica.
Arriviamo a Domenica 16 Maggio e finalmente è l’ora delle salite. Da Chianciano Terme al Terminillo, primo arrivo in salita, primo test e sicuramente prima vera maglia rosa di prestigio. La salita è lunga quasi venti chilometri e con pendenze importanti, tutto ciò potrebbe creare selezione, basti pensare all’ordine d’arrivo del 2003 quando Garzelli sconfisse Simoni.
Direi che la prima settimana si può riassumere con la tappa del Terminillo, ma non bisogna sottovalutare le tappe di Carrara e Montalcino. Il resto è noia, la classifica sarà ancora da capire.

sabato 24 ottobre 2009

Primi pareri sul Giro 2010

Vince uno scalatore

Che dire… Se il Tour è considerato per scalatori, il Giro lo è dieci volte di più. Il motivo è abbastanza lampante, le salite sono tante e molte di queste da grimpeur e di chilometri a cronometro se ne vedono davvero pochi. Tornano finalmente i tapponi mitici, ce ne sono due negli ultimi tre giorni e faranno sicuramente sconquasso.
Si torna quindi alla tradizione, anche se la partenza dall’Olanda non è poi così tradizionale, anzi. Mancano le salite piemontesi, manca il profondo Sud, mancano anche le Dolomiti, una pecca di un Giro disegnato tutto sommato bene.
Ritorna lo Zoncolan dopo tre anni, ritorna la cronoscalata di Plan de Corones dopo due, non è certo un percorso innovativo, d’altra parte dopo quello del Centenario era normale avere un minimo di routine.
Ritorna il Terminillo dopo sei anni, sarà il primo vero test per chi vuole vincere la classifica generale. C’è una tappa con le strade bianche che potrebbe essere considerata un’Eroica in miniatura.
I due tapponi finali sono interessanti, in uno c’è Mortirolo e Aprica simile alla tappa del 2006 vinta da Ivan Basso, nell’altro c’è il Gavia con l’arrivo sul Tonale e scusatemi se è poco.
Sommo i chilometri a cronometro e ne ricavo 24 in linea, 32 a squadre e 13 di scalata, una miseria per i passisti. Sono sicuro che la lista partenti del prossimo Giro non vedrà al via molti passisti, anzi. Questo è un percorso per scalatori, gente come Menchov, Armstrong o affini non hanno possibilità alcuna di vestire la maglia rosa.
Per ora mi fermo qui, nei prossimi giorni recensioni tecniche dell’intero percorso. Bye.


...Ah, un'ultima cosa... in quattordici anni cinque partenze dall'estero, spero che non diventi una moda.

mercoledì 21 ottobre 2009

2006

RIVEDREMO MAI PIU' QUEL BASSO?


Il 2006 è l’inizio di una nuova era. Il vuoto dell’assenza di Armstrong dopo sette, otto stagioni di sbalorditive performance crea disorientamento ma la cosa che sconquasserà il tutto sarà Operacion Puerto.
La stagione inizia con la vittoria di Filippo Pozzato alla Milano-Sanremo, ad oggi possiamo dire che è stata la sua più importante vittoria della carriera, insieme alle due tappe del Tour.
Il Giro delle Fiandre è per la seconda volta consecutiva di Tom Boonen, il quale perde la Roubaix ai danni di un Cancellara formidabile.
All’Amstel Gold Race Franck Schleck sconfigge Wesemann, ma il re del trittico delle Ardenne è Alejandro Valverde, vincitore di Freccia Vallone e Liegi, quest’ultima davanti agli italiani Bettini e Cunego.
Poi ci si avvia per il Giro d’Italia che sarà principalmente a senso unico. Chi l’anno precedente ne era uscito con le ossa rotte, medita vendetta e così è. Paolo Savoldelli è subito in rosa ma ben presto la perde ai danni di vari outsiders, prima che Ivan Basso dia inizio alla vera guerra.
La vera corsa ha inizio sulla Maielletta, ottava tappa vinta proprio dal varesino che risponde ad un generoso attacco di Damiano Cunego. Da qui nessuno riuscirà più a strappargliela di dosso, quella maglia rosa che andrà ad allargarsi in modo un po’ troppo sovrumano.
Basso più che un ciclista sembra un ciao elaborato, perde la crono di Pontedera ma Ullrich non è certo uomo da classifica in questo Giro, perde anche a La Thuille ma Piepoli non può impensierirlo nella generale. In poche parole, Basso guadagna terreno in ogni tappa sui veri avversari i quali, giorno dopo giorno, cedono in successione.
Ed è sul Monte Bondone che raggiungiamo il culmine della corsa. E’ la giornata della grande sfida tra Simoni e Basso, vinta da quest’ultimo in modo esagerato. Nei giorni seguenti, Basso controllerà e continuerà a fare distacchi, regalando qua e là briciole a Piepoli (primo al Furcia), o benedicendo la fuga di Garate sul San Pellegrino.
Il Giro è già chiuso ma nel giorno del Mortirolo, Basso non fa alcun regalo, stacca Simoni verso l’Aprica e scatena le ire del trentino, il quale a suo tempo non era certo più generoso del varesino.
La classifica finale parla chiaro, il secondo è a 9’18” di ritardo da Basso, si chiama Gutierrez e in tanti si chiedono come sia riuscito ad arrivare così in alto. Terzo Simoni, commovente a quasi dodici minuti, poi Cunego a diciotto, Savoldelli a diciannove… Cose da marziani.
Ci si prepara per il Tour e Basso fa paura. Se sarà il Basso del Giro, sarà suo anche il Tour. Ma l’Operacion Puerto incombe, Basso, Ullrich e Vinokourov sono di fatto rispediti a casa senza muovere un colpo di pedale.
Il Tour, orfano dei più forti, prosegue nei giorni seguenti a livelli abbastanza bassi. Landis è la prima maglia gialla di prestigio, poi, una fuga bidone cambia volto alla generale, Pereiro Sio è il nuovo leader, chi riuscirà a farlo capitombolare?
Landis sembra riuscirci nel giorno dell’Alpe d’Huez (vinta da Franck Schleck sul nostro Cunego), ma lo spagnolo ha la pellaccia dura e appena Landis vive una giornata nera, si riprende di nuovo il giallo.
Il giorno successivo, l’americano della Phonak fa l’impresa di dare oltre cinque minuti al gruppo dei più forti risalendo in classifica generale… Se vede anche senza binocolo che c’è qualcosa di anomalo e difatti in seguito lo scopriremo. Intanto per tutti, in quel Luglio del 2006, Landis è vincitore del Tour, secondo Pereiro e terzo Kloden, ma nel 2007, il Tour sarà dato a Pereiro in seguito ad una positività di Landis. Brutta storia da dimenticare. Nota positiva per l’Italia, la maglia bianca di miglior giovane al piccolo principe, Cunego.
La Vuelta viene dominata da uno degli esclusi del Tour, Vinokourov riesce così a vincere il suo primo grande giro, atteso da anni. Sconfigge Valverde e il connazionale Kashechkin, primo degli italiani Piepoli, tredicesimo.
Passiamo al finale di stagione, positivo per l’Italia. Il campionato mondiale si svolge in Austria, a Salisburgo. La prova a cronometro viene vinta da Cancellara su Zabriskie e Vinokourov, mentre nella gara in linea viviamo un’esaltante momento quando Paolo Bettini alza le mani al cielo, quattro anni dopo Cipollini, sconfiggendo il vecchio Erik Zabel e un Valverde abbonato ai piazzamenti mondiali.
Bettini vincerà anche il Lombardia su Sanchez e Wegmann, onorando l’iride sino in fondo. La stagione si chiude qui, lascia un minimo di amaro in bocca per le note vicende del Tour e dell’Operacion Puerto, ma si va avanti, sempre.

domenica 18 ottobre 2009

Mongolini d'oro 2009

Si aprano le danze.



Miglior corridore 2009
Come l’anno scorso mi viene da dire Alberto Contador. Ha vinto il Tour de France e questo secondo me può già bastare. Poi c’è da dire che già ad inizio stagione era con i primi e per uno che prepara il Tour può essere più che positivo.

Miglior velocista 2009
Anche qui, come l’anno scorso, riconfermo Mark Cavendish. Una Milano-Sanremo, tre volate al Giro d’Italia più una cronosquadre, ben sei volate al Tour de France. Imbattibile.

Miglior scalatore 2009
Non ho visto grandi scalatori in questa stagione… Riconfermo Contador, in salita mi è sembrato ancora una volta il più brillante. Lo segue Andy Schleck.

Miglior crono man 2009
Ancora lui, Fabian Cancellara, vincitore di un mondiale a mani basse ma anche della cronometro di apertura al Tour e due alla Vuelta. In tutto sei cronometro vinte e la classifica finale del Giro di Svizzera.

Miglior corridore nelle corse di un giorno
Condizionato dal finale di stagione, ora come ora vi sparo Philippe Gilbert. Sabatini, Parigi-Tours, Piemonte e Lombardia in pochi giorni. Per me può bastare.

Miglior corridore nelle corse a tappe
Tra Menchov, Valverde e Contador scelgo quest’ultimo. Mi piacerebbe vedere il Menchov del Giro contro il Contador del Tour.

Miglior giovane
Boasson Hagen, perché è nato nel 1987 e ha vinto Gand Wevelgem e una tappa al Giro d’Italia. Chi si aspettava Andy Schleck, vi dico che dopo due anni, per quel che mi riguarda, non è più nella lista delle giovani leve, nonostante la candida età.

Delusione 2009
Mi accanisco ancora una volta con Filippo Pozzato. Se per voi un campionato italiano e un Giro del Veneto sono molto, per me non è lo stesso. Manca una vera corsa prestigiosa da due stagioni, speriamo che la serie non continui. Ma sicuramente meglio del 2008.

Miglior squadra 2009
Team Columbia tutta la vita… li segue l’Astana e la Lotto.