Riparte da qui la carriera di Michele Scarponi, quasi trentenne e fino a qualche anno fa visto da molti come uno scalatore che avrebbe potuto sicuramente togliersi delle grandi soddisfazioni.Molti piazzamenti nelle classiche e qualche vittoria in alcune corse italiane, prima di essere sospeso per diciotto mesi mentre militava nella Liberty Seguros. Ritornato nell’Agosto di un anno fa con la Diquigiovanni, Scarponi sembra finalmente un corridore maturato. Alla Tirreno-Adriatico parte come seconda punta al fianco di Davide Rebellin. Tiene botta a Montelupone, corre una cronometro straordinaria, ritrovandosi in una posizione strategica per creare l’assalto. La tappa odierna con il Sasso Tetto ha fatto il resto.
Primo a muoversi nell’aspra salita Danilo Di Luca, lo segue proprio Scarponi, quindi Ivan Basso, fino ad ora un po’ in sordina. Il varesino crea lo scompiglio generale insieme al compagno di squadra Nibali, fatto fuori più tardi causa una crisi di fame. Rimangono davanti in tre, Scarponi, Basso e Garzelli e tutto si risolve all’arrivo quando l’uomo Diquigiovanni allunga e anticipa nell’ordine Garzelli e Basso. Staccato di oltre un minuto Andreas Kloden che ha perso tutto il vantaggio accumulato nella cronometro di Macerata. E’ la vittoria più importante di carriera.
Domani passerella finale.


Colpo di scena alla Parigi-Nizza. Ieri avevo scritto che a scanso di cadute, Contador avrebbe sicuramente vinto la corsa francese. Ma nel ciclismo nulla è mai scritto e Contador non è certo una macchina. Nella salita finale attacca Luis Leon Sanchez e Contador, inaspettatamente crolla. Questo è il ciclismo che ci piace, il ciclismo delle cotte e dei ribaltamenti di classifica. In una tappa insidiosa, l’astro nascente Leon Sanchez fa il vuoto e risponde per le rime al capitano dell’Astana, che paga le fatiche del giorno precedente lasciando sulla strada quasi tre minuti scivolando da primo a quarto nella generale, a 1’50”, difficili da recuperare.



