venerdì 10 luglio 2009

Tappa a Feillu, maglia a Nocentini

che noia!
La Francia in festa, Feillu vince il primo arrivo in salita ma in concomitanza con questo, Nocentini, che era in fuga insieme al francese, riesce a conquistare la maglia gialla, nove anni dopo Alberto Elli.
Da dietro non succede quasi nulla, allunga Evans ma gli Astana lo braccano, così, all’ultimo chilometro attacco di Contador che se ne va di forza guadagnando oltre venti secondi sul gruppo dei migliori balzando davanti a tutti i favoriti nella classifica. Bene Armstrong ma si è vista l’inferiorità rispetto al compagno di squadra, bene Evans ed Andy Schleck, non male neanche Nibali che era nella coda del gruppo di Armstrong. Dispersi i protagonisti del Giro d'Italia, Menchov, Sastre e Pellizotti personalmente non li ho nemmeno visti tagliare il traguardo prima che il Bulba chiudesse la diretta.
Ma la noia è padrona, immagino un Tour avaro di emozioni nelle prossime due tappe pirenaiche.

martedì 7 luglio 2009

Cronosquadre all'Astana

...ma Cancellara resiste

La cronosquadre ha segnato ulteriormente la classifica. Mantiene il sigillo Cancellara ma si parla di centesimi e non certo di secondi. Armstrong, che ha vissuto due giorni di fuoco, si ritrova in seconda posizione, con una maglia gialla a portata di mano e soprattutto con degli avversari già inevitabilmente lontani.
Ecco i principali big visti oggi, dopo quattro giorni di Tour:

Cancellara
Armstrong “
Contador 19"
Kloden 23"
Leiphaimer 31"
KreuzIger 1'31"
Nibali 1'36"
Andy Schleck 1'41"
Sastre 2'44"
Evans 2'59"
Menchov 3'52"

A questo punto si fa presto a fare una veloce analisi di chi può considerarsi con un piede nella fossa, visto che per me questo non sarà un Tour di recupero bensì un Tour per regolaristi, chi perde all’inizio non guadagnerà più di tanto prima dell’ultima settimana.
Fuori dai giochi Menchov, il russo è il lontano parente di se stesso e ad oggi può solo limitare i danni fino a Parigi, se vorrà risalire nella top 10, oppure uscire definitivamente per puntare ad una vittoria di tappa.
Evans per esempio ha già perso il Tour, moralmente per uno come lui non deve essere il massimo cominciare le salite con quasi tre minuti di svantaggio.
Carlos Sastre non malissimo ma non è un percorso adatto alle sue caratteristiche, quindi, quello che ha perso fino ad ora potrebbe fare la differenza.
Andy Schleck invece può ritenersi soddisfatto, grazie a Cancellara comincerà i Pirenei con uno svantaggio nella media e se avrà la gamba, dovrà attaccare perché per lui tutto è ancora molto aperto.
Il duo Liquigas grazie ad una cronosquadre grandiosa è anch’esso messo benissimo, Nibali e Kreuziger hanno poco più di un minuto e mezzo, in poche parole, se avranno le gambe dopo il trittico dei Pirenei si ritroveranno messi bene nella generale.
Passando invece ai primi cinque posti, che dire, abbiamo due gregari, due capitani e un Cancellara che ha tolto la soddisfazione ad Armstrong di vestire la maglia gialla. Contador dovrà attaccare inevitabilmente ad Andorra, se Armstrong dovesse prendere la maglia gialla sarebbe dura poi fare la voce grossa.

lunedì 6 luglio 2009

Bis di Cavendish

Armstrong guadagna 40" sui migliori
Nel secondo giorno di gloria del fenomeno Cavendish si è rivisto il Lance Armstrong dei bei tempi, furbo e scaltro nel capire il momento giusto della corsa. Il gruppo si taglia in due, davanti rimangono una trentina di corridori, nessun nome importante apparte Armstrong.
Come detto, vince senza problemi Cavendish mentre la maglia gialla Cancellara che ha terminato con il primo gruppo, si ritrova con un vantaggio molto importante nella generale, che potrebbe consentirgli di prolungare fino ad Andorra la sua permanenza nella cima della classifica.
Armstrong alla fine dei conti ha guadagnato 40” su tutti i suoi diretti avversari per la classifica finale, quaranta secondi che potrebbero cambiare le carte in tavola a favore di quest’ultimo, ora davanti anche a Contador di 19”, importanti ma non decisivi.
Domani cronosquadre, favorita il Team Columbia ma attenti all’Astana e soprattutto alla Saxo Bank che non vorrà di certo far perdere il sigillo all’elvetico.

sabato 4 luglio 2009

Il Tour è partito (da Monaco)

CANCELLARA imbattibile

E’ partito il Tour de France con una cronometro da Monaco. Scelta discutibile, la classifica ora appare già segnata e probabilmente dopo la cronosquadre della prossima settimana verranno avvantaggiati i corridori militanti nelle squadre più competitive.
Vittoria, quasi scontata di Fabian Cancellara, nettamente superiore a tutti gli altri atleti. Secondo Contador a 18”, poi Wiggins a 19”.
Tra gli altri big, va bene Evans quinto a 23”, Kreuziger settimo a 32”, scippa la maglia bianca al compagno di squadra Nibali di soli 5”.
Armstrong decimo a 40”, l’americano è andato nella media ma ha già perso ventidue secondi da Contador che non recupererà facilmente nelle prossime settimane.
Andy Schleck paga un minuto ma sarà sicuramente mattatore nelle salite, chi invece non ha brillato è Menchov, doppiato da Cancellara e molto meno competitivo di quello che avevamo visto al Giro. Per il russo 1’31”, troppi per poter pensare ad un eventuale podio finale. Perde già da subito la leadership Pellizzotti, 1’33” di ritardo cioè un minuto peggio di Kreuziger ma come Menchov e Sastre, il delfino è più che scusato.
Siamo appena alla prima tappa ma molte cose sembrano essere chiare. Ora prima – noiosissima – settimana in attesa del primo arrivo in salita che, per fortuna, quest’anno arriverà molto presto.
A risentirci.

lunedì 29 giugno 2009

Si avvicina il Tour

ARMSTRONG VS CONTADOR

Si avvicina Luglio, il mese del Tour de France, il mese più importante del calendario ciclistico. La corsa più famosa in assoluto sta per prendere il via e rispetto alle ultime tre edizioni presenta una lista partenti più avvincente del solito. L’Astana parte da padrona con un team che non ha molti rivali, due capitani e altri capitani a fare i gregari.
Questa Primavera si parlava degli artigli di Lance Armstrong sulle spalle di Alberto Contador. Sono loro i nomi più gettonati del momento per la vittoria finale, poi vengono gli altri. Armstrong al Giro d’Italia è andato troppo forte se si considera la sua partecipazione come una sorta di preparazione per il Tour. E questo inquieta gli animi degli avversari più attenti, altri probabilmente non hanno valutato questo aspetto e pensano di atterrarlo senza molti problemi. Riuscirà Contador a reggere la pressione psicologica che verrà a crearsi in casa Astana?
Penso che assisteremo ad una guerra psicologica, il più forte mentalmente riuscirà a prevaricare. Sappiamo infatti che Armstrong è superiore alla media in fatto di concentrazione mentale, Contador dovrà cercare di non perdere la calma laddove si creasse un episodio a suo sfavore.
Valutando gli altri contendenti, non mi sembra ci sia modo, ma magari mi sbaglio, di sconfiggere l’Astana. Cadel Evans a parole sembra il più preparato, ma al Delfinato andava forte, troppo per poter reggere ancora a lungo. Vedremo se sarà ancora abbonato al secondo posto, non certo facile da ottenere in questa edizione di fine decennio.
Escluderei anche Menchov e Sastre, i due sono andati forte al Giro d’Italia e questo li svantaggerà quando sarà ora di essere brillanti.
Andy Schleck è invece uno di quelli che fa sognare un colpo a sorpresa, come successe nel 2007 all’allora giovane Contador. Vedremo cosa saprà fare. Come lui gli altri due giovani Kreuziger e Gesink.
L’Italia si affiderà alla Liquigas, orfana di un Basso che aspetta l’anno venturo, i “verdi” rilanciano con Pellizotti e Nibali. Il delfino non ha possibilità di classifica, però potrebbe vincere una tappa, lo squalo invece deve fare esperienza, guai a chi chiede di più.
E’ partito il conto alla rovescia, si riparte per l’ennesima volta, l’obiettivo è quello di sconfiggere Lance Armstrong, chiunque esso sia, deve riuscirci.

venerdì 26 giugno 2009

Riccò alla Ceramiche Flaminia

La pecora nera

18 Marzo 2010, Riccardo Riccò tornerà a correre ed ora si sa anche con quale team. Non è ProTour, quindi niente palcoscenici di alto livello, non è nemmeno una squadra presente all’ultimo Giro d’Italia, nonostante fosse italiana. Una squadra umile, da dove ripartire in modo altrettanto umile. Questo dovrà fare Riccò, da poco divenuto parte della Ceramiche Flaminia, famosa più che altro per le polemiche di Filippo Simeoni di qualche mese fa.
Sarà invitata al Giro il prossimo anno? Forse grazie alla presenza di Riccò potrebbe anche essere, di certo il modenese dovrà dimenticare per qualche tempo i palcoscenici internazionali come ad esempio il Tour. Era sicuramente intuibile che nessuna ProTour lo volesse nel proprio organico e a mio modesto parere, tutto ciò è ipocrisia. Vi ricordate le dichiarazioni di Bernard Kohl in merito al Tour de France 2008? Prendendole per dichiarazioni vere, non vedo perché un Riccò debba sentirsi più in colpa di tutti quei ciclisti di alto livello che riempiono le attuali classifiche degli appuntamenti più importanti del panorama ciclistico. Sarà che amo da sempre i personaggi che agiscono al d fuori dal gregge e in questo caso sto con Riccò sottolineando il fatto che alla fine dei conti non ha importanza se ritorna escluso dal ProTour, l’importante, se davvero vuole continuare in questo discusso mondo, è tornare in modo umile senza troppo clamore, risalendo la china man mano. Non è facile ma si può provare.

domenica 14 giugno 2009

Ma Valverde se ne frega

... e vince il Delfinato in barba a...


Cadel Evans, Alberto Contador, Alejandro Valverde, protagonisti al Giro del Delfinato, probabilmente protagonisti anche al prossimo Tour de France. L’australiano è ancora una volta secondo, dietro l’ennesimo spagnolo di turno, Alejandro Valverde. Quest’ultimo sembra fregarsene altamente di quello che il Coni sembra volere, ovvero la sua non partecipazione al Tour de France, un Tour che, almeno come percorso, calzava bene al capitano della Caisse d’Epargne. Se non ci sarà, la corsa perderà un possibile protagonista cacciatore di tappe.
Terzo incomodo nonché attesissimo due anni dopo la sua prima vittoria al Tour, piovuta dal cielo dopo l’esclusione di Rasmussen, Alberto Contador non è apparso al top, ma ora è Giugno e lui dovrà andare forte a Luglio (Armstrong docet).
Piccola statistica, nessun italiano ha mai vinto il Giro del Delfinato, poteva essere la volta di Ivan Basso, sogno naufragato per problemi di salute, quindi primo degli italiani Vincenzo Nibali, settimo, un piazzamento secondo me importante, vuol dire che anche lui non è ancora al top della condizione e quindi avrà solo da aspettare il Tour de France per sfogarsi.
Mezza stagione è andata, ora il Giro di Svizzera, poi campionati nazionali prima che all’orizzonte rispunti l’ombra di Lance Armstrong.

venerdì 5 giugno 2009

Reperto storico


Ecco cosa è saltato fuori dal baule delle cose vecchie, l'anno di Giovanni Battaglin, ma alla vigilia i riflettori erano puntati tutti su Saronni e Moser. Un pò come quest'anno con Basso e Armstrong e alla fine è spuntato il terzo incomodo

mercoledì 3 giugno 2009

Cereda, Rolle, Valles

Le foto dei cartelli non sono mie, ero sprovvisto di macchina fotografica

Quando si dice, farsi il mazzo. Giorni fa scrissi che avevo intenzione di fare un giro dolomitico con Cereda, Rolle e Valles. Così è stato, in una giornata soleggiata e quasi ideale per attuare tale tappone.
Partenza da La Muda poco dopo le 10 del mattino. Sette chilometri di riscaldamento, poi passo il ponte nel Cordevole e comincio Forcella Franche, la prima salita di giornata. La più facile oltre alla più calorosa essendo situata sotto i mille metri. Liscia come l’olio, ma il tratto che porta a Gosaldo non è da sottovalutare visto che sembra pianura ma è falsopiano in salita. Arrivato a Gosaldo tiro dritto verso il passo Cereda, mi ritrovo un pezzo al 15% di pendenza, il più duro del giro ma sono ancora fresco. Il Cereda invece me lo ricordavo più duro, a parte i primi chilometri, è abbastanza pedalabile. Quando raggiungo la vetta mezzogiorno è passato da qualche minuto. Qui incontro un gruppo di sei ciclisti che iniziano la discesa verso Fiera di Primiero, a Tonadico li prendo, li supero e mi dirigo verso il Passo Rolle, proprio dove stanno andando loro.
Dopo un paio di tornanti uno mi avvicina e in lingua inglese mi chiede dove io sia diretto, rispondo Rolle e Valles. Più tardi scoprirò che il gruppetto è tedesco. Lascio tirare la salita a loro, fino a San Martino di Castrozza, dove mi stacco e li perdo di vista…
Continuo la lunga ascesa del Rolle da solo, noto che l’orizzonte si fa grigio e un vento forte e freddo comincia a fare la voce grossa.
Il Rolle è una salita molto simile a quelle francesi, lunga e pedalabile, i panorami però ne fanno una cornice esemplare.
Ai meno due dalla vetta ricomincio a rivedere il gruppo di crucchi, allora capisco di non essere salito poi così male… Ore 14, mentre passo la cima noto che loro si sono fermati in un rifugio, io riempio le borracce di acqua e proseguo lungo la discesa che porta a Paneveggio, curva gomito a destra, è cominciato il Valles! Il tempo meteo si riapre e i timori di perturbazione spariscono di colpo.
Non conosco la salita, ho solo visto l’altimetria, è segnato facile nei primi chilometri e molto duro negli ultimi tre. E difatti… la strada non è ben tenuta come quella del Rolle, si immerge in un bosco in stile Duran. All’inizio degli ultimi tre chilometri non vado più avanti, saranno i momenti più difficili dell’intero giro. Quando chiedo ad un signore “Quanto manca?” e sento rispondermi “Tre chilometri”, mi casca il mondo addosso. In realtà di chilometri ne mancava uno e mezzo e quando lo scopro benedico la strada. Mi appare davanti il cartello del Passo Valles (2032 m.) pieno di calcomanie, penso che è stato un peccato non portare la macchina fotografica vedendo tali paesaggi. Tempo di equipaggiarmi in modo pesante e giù verso una trentina di chilometri in discesa. Arrivato al bivio con il S.Pellegrino mi balena nella mente una pazzia: andare su… Ovviamente svolto verso Falcade e alle 16:15 il mio giro è finito. Sei ore, per un cicloturista sono molte, ma la soddisfazione è anch’essa tanta. Il contakm segna 111 km, mai fatto in passato un giro così duro, pago la sequenza di passi, specialmente il Valles è il più duro oltre che l’ultimo della giornata.

Ps. Entro fine mese ho intenzione di fare il Sellaronda. Chi è interessato si faccia sentire.

domenica 31 maggio 2009

Giro del Centenario: vince Menchov

...GRAN REGOLARISTA

Dopo la cronometro di chiusura corsa a Roma, si può dire con certezza chi ha meritato il Giro del Centenario. Nonostante una caduta che poteva precludere la vittoria finale, Denis Menchov si è rialzato, è ripartito e ha aumentato il suo vantaggio in classifica generale su Danilo Di Luca, l’unico corridore che ha impensierito fino all’ultimo il suo anticipato successo finale.
Un Giro che a me non ha emozionato più di tanto, fugacemente e per brevi tratti. Il percorso non ha aiutato lo spettacolo, tutto incentrato su una cronometro di oltre sessanta chilometri, con salite non fatali, infatti il Giro d’Italia si è fossilizzato da Riomaggiore a Roma e questo è un dato che fa pensare. Da Venezia era partito, risalendo poi pre Alpi, passando velocemente sulle Dolomiti, quindi Austria (unico momento all’estero insieme a qualche chilometro di Svizzera), il nord Italia, il centro, poco Sud prima dell’arrivo a Roma, la capitale (ma non del ciclismo).
E’stato un Giro diverso da quello dell’anno precedente, nonostante i vincitori siano ambedue stranieri, con poca pioggia e molto caldo. Storpiato, come già detto, in alcuni punti, ha perso un po’ di fascino, ma il Giro rimane il Giro anche se non è al top dei top. E quando finisce, un velo di malinconia si posa su tutti gli appassionati.

Di seguito i voti finali dei principali protagonisti:

1° DENIS MENCHOV: vince alla maniera di Indurain, non blasonato alla vigilia, è riuscito ad essere regolare in tutte le tre settimane. Mai in difficoltà. 9
2° DANILO DI LUCA 41”: corre con grinta, vince a Pinerolo in maglia rosa, poi la perde a Riomaggiore e da quel punto si ritroverà attaccato al culo l’onnipresente russo. 8,5
3° FRANCO PELLIZOTTI 1’59”: il vero leader di una Liquigas non certo colossale. Vince il Blockhaus di forza ma non ha sempre brillato. Conquista quel terzo posto che un anno fa perse per qualche secondo. 8
4° CARLO SASTRE 3’46”: vincitore di Monte Petrano e Vesuvio è stato il più forte in salita. Cosa avrebbe potuto fare con un percorso veramente duro? 8
5° IVAN BASSO 3’59”: molti attacchi nessuno dei quali andati in porto, arrugginito rispetto a tutti gli altri, il nostro ha bisogno di ritrovare il ritmo di gara. 7,5
6° LEVI LEIPHEIMER 5’28”: sempre mediocre, non porta a casa nulla di importante. 6
7° STEFANO GARZELLI 8’43”: vince la maglia verde e in molte occasioni sorprende tutti. Sembrava il Garzelli dei bei tempi. 7,5
10° MARZIO BRUSEGHIN 11’28”: non era quello dell’anno scorso, mai nei primissimi, è andato più forte di Cunego e a questo punto dovrebbe essere considerato il vero leader della Lampre. 6
12° LANCE ARMSTRONG 15’59”: lontano anni luce dall’Armstrong di qualche anno fa, rimane a guardare smontando di brutto chi pensava che combinasse chissà che cosa nella terza settimana. 6
14° KEVIN SELDRAYERS 16’15”: maglia bianca in un Giro dove non c’erano giovani fortissimi. Ma più che dignitoso. 7
17° FRANCESCO MASCIARELLI 19’10”: perde la sfida con Seldrayers ma è già da ora il ciclismo del futuro. 7
19° DAMIANO CUNEGO 28’39”: uno dei giri peggiori della sua carriera. Visto raramente e quando non serviva, cosa farà dopo l’ennesimo fallimento? 4
24° GILBERTO SIMONI 46’03”: l’abbiamo visto solo nella tappa del Blockhaus e in quella del Vesuvio. Ma non poteva fare di più. 6

ps.

L'anno prossimo si parte dalla capitale dell'Olanda