giovedì 24 giugno 2010

Arriva l'Estate, ecco il Tour

Giugno è il mese che anticipa il Tour de France tra campionati nazionali, Giro del Delfinato e quello di Svizzera così da ridefinire la condizione in vista della corsa a tappe più famosa del mondo.
Cosa offre il percorso? 61 km a cronometro, pochi se valutiamo la maggior parte delle edizioni precedenti. Questo può risultare un punto a favore degli scalatori, soprattutto se contiamo che l’unica vera cronometro in linea è posizionata come diciannovesima e penultima tappa prima della conclusione di Parigi.
Le montagne? Né troppo poche né in abbondanza, diciamo che lo spazio ci sarebbe per combinare qualche cosa.
Dopo una prima settimana nervosa e da non sottovalutare visto il pavè del Belgio, ci si avvierà con le prime asperità dell’ottava tappa, quella con il Col de la Ramaz e l’arrivo in salita a Morzine-Avoriaz. Vi ricordate la lunga fuga di Richard Virenque nel 2003? All’epoca, però, dopo avere scalato la Ramaz si terminava direttamente nella località di Morzine senza andare ad affrontare l’asperità di quest’anno.

Le Alpi si consumano in due giorni divisi da uno di riposo, quindi non è detto che vada a modellarsi in modo abnorme la graduatoria generale.
Dopo l’arrivo ad Avoriaz ci sarà la tappa di Saint Jean de Maurienne che presenta quattro passi, la Colombiere, l’Aravis, Saisies e la Madeleine.
Dodici anni fa La Madeleine fu teatro di una sfida tra titani, Pantani vs Ullrich con la vittoria in volata del tedesco ma all’epoca la salita veniva affrontata dal versante opposto e l’arrivo era posizionato ad Albertville, quest’anno luogo di passaggio della Grand Boucle.

Molto più incisivi i Pirenei, anche se di quattro tappe solo due sembrano avere un’altimetria di spessore.
Nella 14° tappa si andrà ad affrontare un finale già visto, ovvero la scalata del Pailheres e l’arrivo ad Ax 3 Domaines vinto da Carlos Sastre nell’edizione del centenario (2003), e dall’austriaco Georg Totschnig nel 2005. E’ la classica giornata che può creare selezione.

L’arrivo successivo a Bagneres de Luchon, può nascondere qualche agguato anche se il Port de Bales non è certo selettiva al punto tale da stravolgere la classifica generale.
Si può dire lo stesso anche della 16° tappa, quella con arrivo a Pau, capace di ben quattro salite da scalare (Peyresourde, Aspin, Tourmalet e Aubisque) ma con gli ultimi sessanta chilometri pianeggianti che ricompatteranno eventuali tentativi degli uomini di alta classifica.
Così tutto sarà rinviato alla tappa con arrivo sul Tourmalet e che vedrà affrontare il Col de Marie Blanque e il Col du Soulor prima di aggredire la salita che attribuirà il souvenir Henri Desgrange. “Bianco come Pierrot”, “dal volto cadaverico”, così il pistard e giornalista francese definiva il Colle del Tourmalet, salita leggendaria nonché vetta regina del Tour ’10.

“Ritengo sempre che il cambio di velocità è per persone oltre i 45 anni. Non è meglio trionfare con la forza dei propri muscoli piuttosto che grazie all'artificio meccanico del deragliatore? Ci stiamo rammollendo, per me...datemi una bici a rapporto fisso!” (cit. Henri Desgrange, L'Équipe 1902)

domenica 6 giugno 2010

Lago di Calaita a/r

PST Summer Tour - 2° tappa - Lago di Calaita a/r [93 km]

Secondo appuntamento con il PST Summer Tour, questa volta nella valle di Primiero. Giornata calda, le temperature sono aumentate, l’abbigliamento estivo sfoggiato alle 8:30 del mattino ne è stata una prova.
Lasciato il feltrino abbiamo proseguito verso il Trentino Alto Adige alternando gallerie e una strada quasi sempre in falsopiano. Sarebbe una bella valle ma come dicevo prima, la presenza di traffico e gallerie è un punto a sfavore… il panorama comincia ad aprirsi solamente una volta arrivati alle porte di Imer, dove abbiamo svoltato a sx iniziando la prima salita di giornata, il Passo di Gobbera (988 mslm).
La strada larga e ben tenuta è attorniata da prati e tratti boschivi, prosegue senza mai eccedere nelle pendenze lungo i tornanti fino ad entrare nell’ultimo chilometro dove si accosta la parete rocciosa.
Sarà stata l’ora ma il caldo si faceva afoso quanto basta. Poi, breve discesa di seicento metri prima di svoltare a dx e iniziare la salita verso il Lago di Calaita (1620 mslm).
I primi chilometri sono abbastanza facili, fino al Rifugio Lozen si può pedalare senza troppi intoppi, sono gli ultimi quattro ad avere le punte peggiori. Si entra in un tratto boschivo, le pendenze s’impennano al 9,5% per almeno un chilometro e salgono ulteriormente prima all’11%, poi al 13%... 15%... 18% e anche oltre in alcuni punti. Definire questo tratto come proibitivo è alquanto limitativo.

18%? Anche di più...

il tratto più duro visto in discesa


Ad ogni modo, una volta usciti dal bosco la strada spiana e dopo un paio di tornanti si raggiunge il piccolo ma bello Lago di Calaita, dove in lontananza si possono ammirare le Pale di San Martino che danno quel tocco pittoresco in più.
La parte più noiosa è stata quella del ritorno, scesi dal lago e successivamente dalla Gobbera, abbiamo trovato un fastidioso vento contrario che ci ha soffiato contro da Imer fino a Ponte Serra.
In valbelluna il termometro segnava 30 gradi centigradi, l’afa e il sudore erano divenuti insistenti compagni di un giro che volgeva al termine.

Trovate il resoconto della giornata anche a questo link: http://acpstfeltre.blogspot.com/2010/06/pst-summer-tour-lago-di-calaita-tn.html

mercoledì 2 giugno 2010

Staulanza e Duran

PST Summer Tour – 1° tappa – Agordo, Staulanza, Duran, Agordo [70 km]

Oggi ha avuto avvio questa simpatica iniziativa dedicata alle fantastiche montagne dolomitiche. La partenza è stata collocata ad Agordo in una mattina nuvolosa e ventilata.
Le salite in programma due: Forcella Staulanza (1773 mslm) e Passo Duran (1605 mslm). Ma andiamo con ordine.
La strada che da Agordo prosegue verso Cencenighe Agordino è spaziosa, trafficata e prevalentemente in falsopiano, noi abbiamo girato verso Alleghe la quale è anticipata da una breve e leggera salita che porta nella cittadina bagnata dal lago.

Siamo poi arrivati a Caprile, a quel punto abbiamo girato a destra uscendo dal traffico e cominciando il Forcella Staulanza, salita che si divide in due settori, i primi sei chilometri (i più duri) che portano in quel di Selva di Cadore e i restanti cinque che terminano in cima al passo.
Le pendenze che anticipano Selva di Cadore arrivano a toccare anche il 9% e alternano un paio di gallerie accostando ruscelli e pini.
Arrivati a Selva abbiamo proseguito nel tratto pianeggiante che porta a Pescul, quindi abbiamo ricominciato a salire per altri cinque chilometri abbastanza dolci che s’inerpicano fino ai piedi del Monte Pelmo.

passaggio del valico


Monte Pelmo visto da Zoldo Alto


Scalato il forcella Staulanza siamo scesi verso Zoldo Alto e successivamente Dont prima di imbatterci nel più arcigno Passo Duran.
Ero curioso di scalarlo per farne un paragone col versante opposto. La strada stretta s’impenna senza pietà nei primi seicento metri sfiorando il 15%, poi “spiana” mantenendo oltre l’8% fino alla cima (apparte un chilometro nella località di Gavaz dove c’è un tratto di rilassamento).
La fatica ha iniziato a farsi sentire soprattutto nel tratto immerso nel bosco dove si spazia dall’8% al 10% di pendenza.
Questo versante di Dont l’ho trovato meno duro di quello affrontato in passato da Agordo, sarà che all’epoca avevo una bici in alluminio di 13 kg con il 39x25, ma nel complesso rimango dell’idea che il versante dell’agordino sia più arduo.
In cima al Duran il vento sussurrava pioggia e le nuvole in lontananza non promettevano nulla di buono, ma ormai mancavano tredici chilometri, i più facili essendo in discesa.
Come primo giro dolomitico della stagione mi è piaciuto, è mancato il sole e un clima estivo ma ci siamo divertiti lo stesso, nonostante i dieci giorni di inattività.

Vedi anche http://acpstfeltre.blogspot.com/

domenica 30 maggio 2010

Il punto sul Giro 2010

Vince Basso in un Giro avaro di emozioni




1° Ivan Basso: La sua vittoria è plateale, fuga bidone di Arroyo apparte, già dopo lo Zoncolan si poteva intuire che la leadership era semi ipotecata 9
2° David Arroyo Duran 1’51”: uno dei pochi a creare un po’ di spettacolo sulle Alpi (vedi la rincorsa a Basso giù dal Mortirolo). Promosso a pieni voti per la stoica resistenza 8
3° Vincenzo Nibali 2’37”: gregario di lusso ma il futuro è suo… la Liquigas scelga a chi affidarsi per l’anno venturo. 8,5
4° Michele Scarponi 2’50”: ha corso come non mai dimostrandosi più forte di alcuni volti internazionali. 8,5
5° Cadel Evans 3’27”: il solito Evans pieno di limiti. La maglia rossa e la vittoria di Montalcino salvano, in parte, un piazzamento finale sottotono 7,5
6° Alexandre Vinokourov 7’06”: in calando, come nelle previsioni. Tutto sommato, per uno che non correva un grande giro da tre anni, è "normale" 7
7° Richie Porte 7’22”: vince la maglia bianca grazie alla fuga bidone ma non si può dire che sia andato male nelle tappe importanti. 7
8° Carlos Sastre 9’39”: la grande delusione di questa edizione. Da rivedere nei prossimi mesi 4
9° Marco Pinotti 14’20”: ha corso bene soprattutto se contiamo che quest’anno mancavano cronometro ideali per le sue caratteristiche 6,5
10° Robert Kiserlovski 14’51”: un giovane interessante, sotto certi punti di vista il giovane più brillante di questa edizione. 6,5
11° Damiano Cunego 17’10”: si è impegnato anche se nel complesso porta a casa il nulla. Bravo in alcuni frangenti (vedi Montalcino). 5,5

domenica 23 maggio 2010

Il punto sulla 2° settimana di Giro

Momento + della settimana: il diluvio nella tappa di L'Aquila


1° David Arroyo: No, non sarà lui a vestire la maglia rosa in quel di Verona.
2° Richie Porte 2’34”: degna maglia bianca di un Giro senza molti giovani di spicco.
3° Ivan Basso 3’33”: bravo sul Grappa, sbalorditivo sullo Zoncolan. E’ tornato il Basso dei tempi d’oro ed entro Venerdì potrebbe vestirsi di rosa.
4° Carlos Sastre 4’21”: Spento. Forse l’età comincia a farsi sentire.
5° Cadel Evans 4’43”: da questa seconda settimana ne esce abbastanza bene anche se non sembra avere la condizione di Basso.
6° Alexandre Vinokourov 5’51”: come prevedibile sta calando ma si difende alla grande. Vediamo se prima della fine riesce a combinare ancora qualcosa.
7° Vincenzo Nibali 6’08”: in questo Giro si è tolto le sue soddisfazioni con la maglia rosa indossata nella prima settimana e la vittoria di Asolo nella seconda. Ora deve pensare a lavorare per Basso e preparare al meglio il Tour: con Basso.
8° Michele Scarponi 6’34”: un gran bel Giro anche per lui, certamente non è uomo capace di vincere un grande giro ma il terzo posto sullo Zoncolan lo colloca nel mazzo dei grandi in questa edizione.
9° Linus Gerdemann 7’12”: come Sastre non ha avuto le gambe per sfruttare la fuga bidone di L'Aquila.
11° Damiano Cunego 9’19”: sta correndo bene, in ordine di forza, secondo il mio punto di vista, è sesto.
12° Marco Pinotti 9’53”: E’ in condizione e si vede. Un posto nei dieci può essere suo.

sabato 22 maggio 2010

Passaggio Monte Grappa

Riuscirà Sastre a mantenere un vantaggio di:

1'24" su Nibali
1'48" su Vinokourov
1'59" su Evans
2'16" su Basso

ma soprattutto... riuscirà l'iberico a recuperarne 5'27" su Arroyo?

lunedì 17 maggio 2010

Il punto sulla 1° settimana di Giro

Momento + della prima settimana: le maschere di fango sulle strade bianche della Toscana


Tiriamo le somme di questa prima settimana di Giro

1° Alexandre Vinokourov: parte bene nel cronoprologo, veste per un giorno la maglia, la perde e la riprende nel giorno di Montalcino (strade bianche). Per ora tiene anche in salita ma la verifica vera e propria l’avrà da Domenica prossima.

2° Cadel Evans 1’12”: Parte meglio di tutti i big ma cade e nella cronosquadre cede ancora qualcosa a diversi avversari. Ma a Montalcino è il più forte. Comunque è ancora presto per dire che è l’uomo da battere.

3° Vincenzo Nibali 1’33”: da come ho capito non è qui a pettinare le bambole, quindi, quella maglia rosa che ha perso a Montalcino potrebbe essere a portata di mano laddove le gambe migliorassero ulteriormente nell’ultima settimana. Contador insegna.

4° Ivan Basso 1’51”: per ora non si è mai sbilanciato e non ha dimostrato nemmeno doti particolari in nessun settore. Aspetterà la terza settimana e un tracollo del kazako?

5° Marco Pinotti 2’17”: una prima settimana alla grande, specialmente a Montalcino. Con una cronometro nella seconda settimana avrebbe potuto sperare di rimanere a galla per più tempo. Difficilmente potrà tenere le ruote dei migliori sulle Alpi.

6° Richie Porte 2’26”: La SaxoBank orfana dei gioielli si affida a questo ciclista giovane e per ora sorprendente quanto basta. Da tenere d’occhio. Ha un nome da star di Hollywood.

7° Vladimir Karpets 2’34”: dopo una buona prima parte, è andato malaccio sul Terminillo quindi non può essere visto come un pericolo per chi vuole portarsi a casa la rosa.

8° Stefano Garzelli 2’47”: mi sorprende ogni giorni di più, soprattutto se ne valutiamo l’età. Brillante a Montalcino, uno dei pochi ad allungare sul Terminillo… Che altro aggiungere. Avanti così.

9° Damiano Cunego 3’08”: finalmente abbiamo rivisto un Cunego ad alti livelli e se la condizione migliora, un posto nei cinque può essere fattibile. La terza settimana è adatta alle sue caratteristiche.

10° Michele Scarponi 3’09”: Era ora che provasse a fare classifica… sfortunato a Montalcino, uno dei pochi a fare qualcosina sul Terminillo… Vediamo se tiene le tre settimane.

21° Carlos Sastre 8’10”: lontano anni luce da quel corridore che 12 mesi fa vinse Petrano e Vesuvio. Le Alpi saranno la sua ultima àncora di salvezza in un Giro cominciato nel peggiore dei modi. Aggiungo che quasi sicuramente sta pagando i cinque mesi di inattività dell'autunno-inverno '09.

domenica 16 maggio 2010

Passo Brocon da Ponte Serra

E finalmente con Manuel si è saliti, dopo due rinvii dovuti a diversi motivi. Abbiamo sfruttato una giornata fresca e soleggiata - che di questi tempi è rara come le mosche bianche - per un giro di novantadue chilometri.
Che dire del Passo Brocon (1616 mslm). Quando da Ponte Serra ci si sposta sulla sinistra e si comincia a salire verso la località di Pian del Vescovo, tutto appare facile. Superato il bivio e presa la direzione opposta a quella di Lamon, ci si immerge in un verde primaverile contornato di fiumi e rocce che ti estraniano da tutto il resto.
La salita è divisa in due pezzi, la prima di 7 km, abbastanza regolari tra il 6-7% in una strada larga e attorniata da rocce e alberi che porta nelle località di Roà e Castello Tesino.
Arrivati al fatidico bivio si può scegliere se andare a Castello Tesino (a sx) o proseguire in cima al Passo Brocon (a dx). Da questo momento mancano 10 km alla cima e le pendenze iniziano a farsi più serie rispetto a quelle trovate in precedenza, La strada larga e ben tenuta prosegue attorniata da tratti boschivi e rocce, con qualche casa o punti di ristoro di tanto in tanto.
Le pendenze si mantengono sempre sopra il 6% toccando punte massime del 10% in dei brevi tratti.
Non è esattamente una salita proibitiva, anzi, è molto simile a quelle affrontate al Tour de France, prosegue regolare senza concedere troppi momenti di tregua.
Finite le pendenze si procede per un paio di chilometri nel breve altopiano che porta al cartello del passo che collega la valle del Vanoi alla località di Castello Tesino.
Una salita interessante, non estremamente spettacolare per quanto riguarda il panorama circostante ma siamo immersi in una natura che trasmette molta tranquillità e relax, soprattutto di 'sti tempi poco affollati. Alcuni dati tecnici dell'ascesa: 21 km di salita, 1257 metri di dislivello, si termina a 1616 metri sul livello del mare.
Da provare anche da Canal san Bovo, nei prossimi mesi.

Castello Tesino visto dal passo Brocon (-10 alla vetta)


ultimi tornanti (-3 alla vetta)


venerdì 7 maggio 2010

Vedo, stravedo, prevedo


Quale sarà l’identità misteriosa che vestirà la maglia rosa in quel di Verona? Lo deciderà la strada ma oggi come oggi possiamo già intuire i quattro volti più accreditati:

IVAN BASSO
E’ fin da ora il mio favorito per la conquista del Giro d’Italia. Lo vedevo messo meglio di Pellizotti, almeno come esperienza nel settore “vincere grandi giri”. Lui sa bene come vincerlo anche se non abbiamo di fronte il Basso di quattro anni fa. La regolarità potrebbe essere il suo punto di forza quando sarà l’ora di tirare le somme nella classifica finale, ma deve essere più pimpante di quello del 2009. E ad essere sinceri, l’uscita di scena di Pellizotti gioca impercettibilmente a suo favore.
Possibilità di vittoria: *****

CALOS SASTRE
E’ un percorso per scalatori e lui, nonostante l’età, è lo scalatore più forte dell’intero mazzo. In suo favore, oltre alla moltitudine di asperità, ci sarà un numero ridotto di chilometri contro il tempo, pur rimanendo che un ciclista che ha vinto il Tour non ha paura delle crono del Giro.
Aspettiamolo soprattutto negli arrivi in salita, se sarà il Sastre dell’anno scorso, la vedo dura per chiunque.
Ps. Nel sondaggio ho votato lui
Possibilità di vittoria: *****

CADEL EVANS
L’australiano non ha mai vinto un grande giro e questo percorso non rende completamente grazia alle sue caratteristiche. E’ un corridore completo, come Basso e più di Sastre, giocando di regolarità può far venire fuori qualcosa di importante. Non dimentichiamoci che ha già vestito la maglia rosa al termine di una tappa dolomitica quando era agli albori della bdc. Ma sono sicuro che riuscirà a non vincere, era troppo in forma le settimane scorse per poter reggere a quei livelli fino al 30 di maggio.
Possibilità di vittoria: *****

ALEXANDRE VINOKOUROV
Non corre un grande giro dal 2007 e questo influirà sulle sue possibilità di vittoria, infatti, secondo me il kazako non vincerà la corsa rosa, al limite potrà ambire a vincere una prova contro il tempo e tentare di non perdere troppo terreno nelle tappe di montagna. Prevedo un tracollo nella terza settimana.
Possibilità di vittoria: ***

DAMIANO CUNEGO
L’incognita. Ma questa volta con meno pretese rispetto agli anni scorsi. Le stagioni passano e il corridore veronese si distacca sempre più dal mondo dei grandi giri. Il percorso è adatto alle sue ex caratteristiche, peccato che gli avversari da battere siano psicologicamente e fisicamente più carichi di lui. Potrebbe subentrare nella lista favoriti colmando il vuoto dell’improvvisa assenza del delfino di Bibione. Da non sottovalutare ma nemmeno da prendere troppo sul serio. L’ho messo perché andava messo, punto.
Possibilità di vittoria: **

FRANCESCO MASCIARELLI
Tutti i maggiori favoriti sono “vissuti” e nati prima del ’80, quindi ci voleva il giovane di turno. Classe 1986, diciassettesimo l’anno scorso e soprattutto scalatore in un Giro nel quale ci sono molti regolaristi completi ma pochi scalatori puri. E’ chiamato in causa per stupire visto e considerato che sembra già tutto scritto per quanto concerne il gruppo dei migliori.
Possibilità di vittoria: *

VINCENZO NIBALI
Lo squalo sostituisce il delfino e lo fa all’ultimo minuto, quando la preparazione ha già preso una determinata piega in funzione della campagna del nord (prima) e il Tour (poi). Motivo per cui non lo vedo uomo capace di rimpiazzare Pellizotti per quanto riguarda l’alta classifica. Ha la consapevolezza che se pedala forte a Maggio, pedalerà meno bene a Luglio. Molte meglio aiutare Ivan Basso e preservare le energie per l’Estate.
Possibilità di vittoria: **

GILBERTO SIMONI
Il guru del gruppo all’ultima partecipazione dopo oltre dieci anni di fatiche nelle parti alte del gruppo. Uno dei pochi superstiti dell’era novanta capace di stupire fino aD un paio di annate fa. La vedo molto dura per lui, ma può tentare una fuga da lontano.
Possibilità di vittoria: nessuna

STEFANO GARZELLI
Dieci anni dopo aver conquistato il suo unico Giro d’Italia, l’ex gregario del pirata si appresta all’ennesima avventura rosa. L’anno scorso è stato molto bravo a piazzarsi sesto ma da anni la sua professione è quella di cacciare tappe movimentate e devo dire che anche per quest’anno ha il lavoro assicurato.
Prossibilità di vittoria: nessuna

Altri outsiders:

Michele Scarponi, Marzio Bruseghin, Domenico Pozzovivo, David Moncoutie, Christian Vandevelde, Eugeni Petrov, Linus Gerdemann ecc.

lunedì 3 maggio 2010

Sondaggio "Chi vince il Giro?"


Sarà la volta del canguro?


Conclusosi oggi il sondaggio “Chi vince il Giro d’Italia?”. Lettori, visitatori e semplici passanti hanno così espresso le loro preferenze:

Cadel Evans 7 voti 29%
Franco Pellizotti 5 voti 20%
Carlos Sastre 3 voti 12%
Ivan Basso 3 voti 12%
Riccardo Riccò 3 voti 12%
Altro (Cunego, Vinokourov ecc…) 3 voti 12%

Quindi sembra Cadel Evans il gigante da abbattere in questo 2010, soprattutto ora che Pellizotti non sarà al via, come del resto l'altro italiano dalle gambe pericolose: Riccardo Riccò. Il cast dei partenti ha perso lustro rispetto alle aspettative di inizio anno, ci si appende a quei tre quattro big internazionali presenti sperando che venga fuori qualche sorpresa dalle retrovie (Masciarelli?)
Tre voti per Basso e Sastre i quali vengono visti meno pericolosi rispetto all’australiano, tre voti anche per l’opzione “Altro” grazie alle recenti prestazioni di un Vinokourov evergreen.

Per Sabato avevo preparato i pronostici dedicati al Giro ma dopo le ultime news dovrò riarrangiare il tutto e postarlo all'ultimo minuto evitando così altre brutte sorprese. Questo ciclismo lascia sempre l’amaro in bocca.