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martedì 14 settembre 2010

Welcome to Australia


Avevamo lasciato la settimana iridata di Mendrisio 2009 con un medagliere vinto dall’Australia, nazione che negli ultimissimi anni ha fatto passi da gigante nel mondo del ciclismo.
E sarà proprio il continente oceanico ad ospitare gli imminenti campionati mondiali su strada, precisamente dal 29 Settembre al 3 di Ottobre. Il percorso di Melbourne non sembra calzare a pennello agli sprinter, infatti il nuovo ct della nazionale italiana Paolo Bettini ha da poco elencato i nomi degli azzurri lasciando a casa due pedali veloci quali Alessandro Petacchi e Daniele Bennati.
La punta di diamante sarà quindi Filippo Pozzato e al suo fianco ci saranno Vincenzo Nibali, Giovanni Visconti, Luca Paolini, Daniel Oss, Francesco Gavazzi, Marzio Bruseghin, Matteo Tosatto, Marco Pinotti (il quale prenderà parte anche alla prova a cronometro), Rinaldo Nocentini e Andrea Tonti.
Tra gli assenti illustri spicca il nome del varesino Ivan Basso e dei due veneti Alessandro Ballan e Damiano Cunego, tutti e tre presenti al Tour de France.
Quali caratteristiche offre il percorso di Melbourne? Ricorda le classiche del Nord con i suoi pochi momenti di recupero adattandosi bene a chi gioca di fantasia. Nomi internazionali da tenere sott’occhio sono sicuramente Fabian Cancellara, Philippe Gilbert e perché no, Oscar Freire Gomez che per il campionato del mondo ha sempre avuto una certa predisposizione. Particolare attenzione va anche al mannese Mark Cavendish che dovrà essere sfiancato già nelle prime ore di corsa.
Molti altri nomi meno blasonati tenteranno il colpaccio e ben sappiamo che la sorpresa è spesso dietro l’angolo.

domenica 27 settembre 2009

Evans iridato

Cadel Evans è secondo il mio punto di vista un corridore poliedrico che oggi raggiunge l’apice di carriera. Regolare nelle grandi corse a tappe, il nostro non ne ha mai vinta una, pur rimanendo sempre con i primi e prendendosi ben due podi al Tour de France.

Inutile dire che mi ero già dimenticato di lui, non so, sinceramente non mi sembrava possibile che riuscisse a fare un’azione personale e autoritaria. Ma così è stato ed entra nella storia come primo corridore del suo continente e soprattutto dell’Australia ad aver alzato le braccia al cielo in un campionato mondiale di ciclismo. Quindi doppia soddisfazione.

Per il resto, dopo tanti anni, un corridore da corse a tappe vince il mondiale, non succedeva da… dal 1995, l’anno di Olano.

Secondo è arrivato Kolobnev… Tanto per dire, era già arrivato secondo a Stoccarda dietro Bettini e non è che sia uno di quelli che vince chissà quante corse all’anno. Praticamente è uno specialista dei campionati mondiali e soprattutto dell’argento. Terzo Joacquin Rodriguez, lo avevamo già visto bene alla Liegi.

L’Australia ha vinto anche il medagliere, due ori e il prossimo anno i mondiali si disputeranno proprio in questo paese.

Cosa altro aggiungere, ho seguito poco questi mondiali, sono contento che un corridore di alto livello abbia portato a casa l'oro, sperando possa onorare la maglia iridata nelle grandi salite che hanno fatto la storia del ciclismo.

Ora ci si avvia verso il finale di stagione, Parigi-Tours, Giro di Lombardia e poi presentazione dei due massimi grandi giri a cui dedicherò le consuete recensioni. Dalla prossima settimana si ricomincia a commentare anno per anno il decennio che sta per terminare.

Bye.

venerdì 25 settembre 2009

Il percorso di Mendrisio




E' stato valutato come uno dei più duri degli ultimi anni e più duro di quello di Varese dell’anno scorso.
Sono 13,8 km e presentano due salite, Castel San Pietro la prima, poi discesa e salita verso Novazzano lunga circa due chilometri, poco meno. Da Novazzano mancheranno due chilometri e mezzo, un po’ troppi e questo potrebbe favorire gente che si era per rientrare giocandosela nella volata finale. Perché volata? Perché secondo me quest’anno sei, sette ciclisti arriveranno assieme in prossimità dell’ultimo chilometro e a quel punto se la giocheranno allo sprint. Motivo per cui dò favoriti Cunego e Valverde su tutti e motivo per cui vedo inappropriato come capitano Ivan Basso che potrebbe invece essere adoperato come aiutante del veronese.
I giri da percorrere saranno diciannove per un totale di 262 km, si parla poco di Ballan ma a mio modesto parere è più fresco di quasi tutti visto che ha saltato tutta la prima parte di stagione senza raggiungere un vero e proprio picco di forma prima di oggi. Ma forse anche quest’ultimo sarà adoperato più in appoggio al tanto citato Cunego che non ad una azione personale.
Non vorrei essere pessimista ma i percorsi duri spesso si rivelano delle ciofeche colossali, non è il percorso a fare la selezione bensì i corridori stessi. Quindi, non bisognerà essere troppo attendisti ma bensì mettere alla frusta il gruppo così da fare fuori i più veloci. Non sottovalutate Oscar Freire Gomez, ne ha già vinti fin troppi di campionati mondiali, non diamo la possibilità di vincerne un altro.
A domenica.

giovedì 15 gennaio 2009

La sfida dell'anno


E’ la sfida dell’anno che fino a dodici mesi fa nessuno si sarebbe immaginato, perché fino a poco tempo fa Armstrong era un ex corridore a tutti gli effetti e Basso uno di quelli che dovevano scontare il periodo di sospensione per l’Operacion Puerto.
Ma da Ottobre ad oggi è successo di tutto e di più, motivo per cui, oggi come oggi ci stiamo per avviare verso quella che ha tutta l’aria di una sfida lasciata in sospeso quattro anni fa. Lasciata in sospeso per molti motivi, primo su tutti il fatto che nel 2005 Basso era ancora in crescita e Armstrong di certo non era in decadenza. Negli anni Ivan Basso ha fatto progressi sempre più evidenti avvicinando sempre più il corridore texano.
Un po’ di statistiche al Tour dei due dal 2002 al 2005:

Tour 2002
Lance Armstrong 1°
Ivan Basso 11° a 19’18”

Tour 2003
Lance Armstrong 1°
Ivan Basso 7° a 10’12”

Tour 2004
Lance Armstrong 1°
Ivan Basso 3° a 6’40”

Tour 2005
Lance Armstrong 1°
Ivan Basso 2° a 4’40”

Come possiamo notare, ogni anno che passava era un miglioramento da parte dell’italiano che in quattro edizioni è passato dal beccarsi quasi venti minuti al lottare con il texano pur prendendosi i suoi 4’40”. Nel 2005 Basso era ancora inferiore ad Armstrong e anche di molto, perché 4’40” sono sempre 4’40”. Ma Armstrong quell’anno si ritirò e da allora, pur mantenendo l’attività fisica, non si è più allenato specificamente per vincere un grande giro.
Storia diversa per Ivan Basso che l’anno successo al ritiro del texano fece un ulteriore salto di qualità schiantando chiunque al Giro del 2006. L’Operacion Puerto lo ha poi fatto fuori nelle stagioni 2007 e 2008 dove lui, però, ha sempre continuato a fare la vita del corridore allenandosi in funzione delle grandi corse a tappe.
Sta quindi in questo ultimo punto la vera differenza tra Armstrong e Basso, oltre che nell’età: ben sei gli anni di differenza, a questi livelli pesano molto più che nelle categorie amatoriali.
Sulla carta, alla vigilia di questa già annunciata sfida, in teoria è Basso ad avere i favori del pronostico. L’italiano ha già programmato un Giro, lo ha perfino vinto. L’altro, invece, ha sempre corso pochi giorni all’anno puntando tutto sul Tour de France, corsa tecnicamente diversa dal Giro d’Italia.
Ma attenti a sottovalutare Lance Armstrong, non è assolutamente il tipo che viene al Giro d’Italia per preparare il Tour de France, come faceva il kaiser Jan. No, Armstrong non è il tipo e se lo facesse sarebbe una grande delusione. E’ più probabile che il texano voglia venire al Giro per portarselo a casa, proprio come fece con quei sette Tour vinti. E dopo il Giro arriverebbe il Tour, dal percorso soft e dove dovrà confrontarsi soprattutto con il compagno di squadra Alberto Contador, che sarà li specificatamente solo ed esclusivamente per bissare il successo del 2007.
Riuscirà Armstrong a fare l’accoppiata Giro-Tour, 11 anni dopo Marco Pantani? Oppure ne vincerà “soltanto” uno? O magari neanche uno dei due sentendo il naturale corso degli anni!?
Queste domande avranno risposta ad Agosto, ora è troppo presto per parlare e dare vincitori o vinti. Di certo, l’ultima cosa che dovranno fare tutti sarà non sottovalutare né Ivan Basso né Lance Armstrong.
Il varesino potrebbe riaprire la sua era, spezzata sulla nascita due anni, l’americano, invece, potrebbe ritornare e far capire una volta per tutte, anzi, per l’ennesima volta, di essere imbattibile.
Ma c’è una cosa che Armstrong deve capire da subito: se Basso e Contador rappresentano oggi il presente e il futuro, lui invece rappresenta il passato, un passato che fa comunque la voce grossa (di fatto dal suo ritiro il livello del Tour è calato) seppur momentaneamente (dubito che il nostro sia tornato per correre più di una stagione).
Quindi, comunque vada, la consapevolezza di Contador e Basso (e di tutti gli altri medio giovani di alto livello), è quella che, con o senza Armstrong, avranno davanti a sé altre stagioni su cui poter tessere grandi successi. Il futuro è vostro, Armstrong è già passato, comunque vada.

domenica 28 settembre 2008

Mondiale italiano

L'Italia domina: 1° Ballan 2° Cunego 4° Rebellin

Ed è di nuovo Italia, mai autoritaria come in questa occasione. Succede che negli ultimissimi giri vengono tagliati fuori i nomi più importanti della vigilia: Valverde, Oscar Freire Gomez, Erik Zabel, Boonen e Paolo Bettini sono già distanziati quando davanti alla corsa è in atto la fuga vincente. Tre italiani sono all'interno di tale azione, Alessandro Ballan, Davide Rebellin e Damiano Cunego. Nella salita finale dei Ronchi è Rebellin che screma il gruppetto dei migliori e più volte sia Ballan che Cunego tentano degli scatti incisivi. Dopo lo strappo sono rimasti in sei, gli altri stanno inseguono faticosamente qualche metro dietro. Ci sono tutti i requisiti per una volata ma così non è, a meno 2 km dal traguardo Alessandro Ballan apre il gas e promuove un'azione da finisseur.
Nessuno ricuce, Ballan se ne va così spedito verso la sua vittoria più prestigiosa di carriera, un campionato del mondo che fino a ieri poteva essere solamente una sorta di alternativa nel caso in cui Bettini non fosse stato della partita. E così è stato. Vince la volata del gruppetto Damiano Cunego, deluso per l'occasione perduta (ma ne avrà certamente delle altre) e allo stesso tempo contento per il compagno di squadra iridato.
In terza posizione il danese Matti Breschel il quale impedisce all'Italia uno storico tris sul podio, infatti Rebellin deve accontentarsi di un nuovo piazzamento, questa volta quarto.
Il Mondiale delle seconde linee, quindi. I più attesi, come già detto, si marcano troppo stretti e rimangono imbottigliati indietro e tagliano il traguardo con oltre quattro minuti di ritardo. Per Bettini gli ultimi chilometri sono un continuo esultare per la vittoria di Ballan, mentre i tifosi lo acclamano per l'ultima volta. Un passaggio di consegne, il "vecchio" capitano ha saputo rialzarsi quando i giovani hanno preso il largo. Nasce quindi da questa unione, fatta di molte punte e un unico nucleo, la nazionale di ciclismo più forte degli ultimi sette/otto anni.
Non ci rimane che salutare Paolo Bettini e augurare al nuovo campione del mondo una prossima stagione ancora più brillante di quella che sta per concludersi.
Saluti.

sabato 27 settembre 2008

Ecco il percorso...

...adatto a corridori completi e con uno spunto veloce












Mi è appena passata sotto le mani l'altimetria del Mondiale così ho avuto l'idea di postarla andando a valutare il tipo di percorso e se sarà davvero selettivo.
Sono 17,350 chilometri che si sviluppano nella cittadina di Varese. La partenza e l'arrivo saranno situati all'interno dell'Ippodromo. Si verrà a creare un dislivello di 3405 metri, simile quindi ad una tappa ondulata di un grande giro. All'interno ci saranno due salite interessanti, la prima è quella del Montello lunga poco più di un chilometro e con una pendenza media del 6,5%. Ci sarà poi una discesa che porterà alla seconda salita, quella dei Ronchi situata ai -4 km dal traguardo. E nonostante non abbia pendenze elevate (solo 4,5%), è lunga oltre 3 chilometri e questo potrebbe bastare per sparpagliare il gruppo.
Quindi da non sottovalutare come percorso, contando che i giri saranno 15 per un totale di 260,25 km, la corsa, se affrontata in modo offensivo, potrebbe davvero essere selettiva e riservata a nomi di grande spicco.
Secondo me non vincerà Paolo Bettini, sarebbe troppo bello per l'Italia il tris consecutivo ma francamente lo trovo quasi impossibile. Bettini sarà super marcato e poi in circolazione, specialmente nella fortissima formazione iberica, ci sono corridori in forma, pronti a giocare non solo una o due punte come invece, probabilmente, farà l'Italia.
L'augurio è che si venga a creare una corsa emozionante e non soft a privilegio dei velocisti. Gli uomini di spicco e a cui dovrà stare attenta l'Italia sono molti. Dipenderà dalla forma, si sa che quando arriva l'Autunno, in molti sono logorati dalla stagione appena corsa e si rivelano inesistenti al Mondiale. Ma se ci sono davvero nomi pericolosi per domani questi sono quasi tutti spagnoli, capaci di uno spunto buono in salita e veloci negli sprint: Valverde sarà il più temibile ma attenti a Oscar Freire Gomez il quale, se non verrà staccato, sarà sicuramente l'uomo più accreditato per il successo finale. Ci saranno poi il campione olimpionico Samuel Sanchez, un buon aiuto anche per i capitani e Contador che però farebbe bene a puntare al Mondiale di Mendrisio del prossimo anno, più adatto alle sue caratteristiche.
Attenti anche a Erik Zabel il quale, se sarà in forma, sarà difficilmente staccato e quindi se la giocherà allo sprint... La Germania ha poi Wegmann, Burghardt e Schumacher, tre corridori tutt'altro che fermi. Sarà sicuramente la terza formazione più pericolosa dietro Italia e Spagna.
Altri nomi che potrebbero rivelarsi temibili, ma anche in questo caso dipenderà dalla forma, saranno i fratelli Schleck, specialmente Andy e poi Van Avermaet, il giovane belga che fino a qualche settimana fa pedalava più che bene alla Vuelta. Non dimentichiamo il francese Chavanel, quest'ultimo già visto nella prova a cronometro dando evidenti segni di una forma ancora buona. Chi vivrà vedrà, magari vincerà un corridore non di spicco, magari vincerà invece il più atteso ma una cosa è certa, l'Italia non dovrà puntare solo ed esclusivamente su Bettini.

giovedì 25 settembre 2008

Grabsch, che sorpresa

Vince il mondiale a cronometro
Ed ora arriviamo alla settimana iridata che ha avuto inizio Martedì con la grandissima vittoria di Malori nella prova a cronometro under 23. Oggi è stata la volta della cronometro elite che alla vigilia aveva due favoriti principali: il primo Levi Leipheimer, re delle cronometro alla Vuelta fino ad una settimana fa e poi l’australiano Michael Rogers, già vincitore tre volte dei mondiali a cronometro. E invece no, è stato il giorno delle sorprese, come spesso accade. Vince il tedesco di 33 anni Bert Grabsch che dopo anni e anni di professionismo ha acquisito quella forza e quella esperienza tale per poter raggiungere tale risultato. Alle sue spalle uno sconosciuto, il campione canadese Sven Tuft chiude la prova contro il tempo a 42” da Grabsch dimostrando una grandissima forma, basti pensare che durante la prova è incappato in una foratura.
Medaglia di bronzo alla seconda punta degli Stati Uniti, David Zabrinskie ha concluso con 52” dal tedesco e con 13” di vantaggio dal compagno di squadra Levi Leipheimer, quarto e grande battuto di giornata.
Gli italiani, come si poteva immaginare, non sono riusciti a centrare le primi dieci posizioni. Tredicesimo Marco Pinotti a 1’34”, quattordicesimo Manuel Quinziato a 1’36”. Ma se le posizioni non sono state “buone”, la prova non è certo da buttare via se contiamo che i due sono finiti a poco più di quaranta secondi dal podio.
Degna di nota la prestazione di Toni Martin, tedesco ventitreenne capace di un settimo posto a 1’16”, lo segue l’altra speranza del ciclismo, Janez Brajkovic nono a 1’25”. Lontano dai tempi d’oro il trentunenne britannico David Millar ottavo a 1’25”, stesso tempo di Brajkovic e di Chavanel. Dodicesimo il pluri campione iridato a cronometro Rogers a 1’33”, quindicesimo un altro ex iridato, Sergei Gontchar (37 anni) finito dietro i due italiani a 1’38”.
E’ stata quindi la giornata delle sorprese, la mancanza di Cancellara ha aperto agli altri molte prospettive facendo andare i pronostici su chi, evidentemente era più stanco o fuori forma rispetto agli altri. A giovarne Grabsch, ciclista che in un’età di maturazione atletica ha messo a centro quello che per molti specialisti è l’obiettivo di una carriera.

mercoledì 17 settembre 2008

Italia: le convocazioni per il Mondiale

Non ci sarà Danilo Di Luca


Le convocazioni degli azzurri ai mondiali sono sempre soggette a critiche e lamentele in favore di chi non viene convocato. Anche quest’anno non sono mancate le polemiche alla notizia della non convocazione di Danilo Di Luca. Il capitano della Lpr che ha corso un Giro d’Italia fra alti e bassi causati soprattutto dalla turbolenta vicenda doping nella quale è stato assolto lo scorso Aprile, non parteciperà al Mondiale di Varese. Poteva essere la seconda punta dopo Bettini e invece il NON invitato alla Vuelta, deve rassegnarsi all’ennesima delusione di una stagione agrodolce. Scelta a parer mio sbagliata, Di Luca si stava avvicinando al Mondiale in modo concreto e avrebbe sicuramente portato una garanzia in più. A lui non mi rimane che augurare un finale di stagione all’altezza in altri scenari.
Insieme a Di Luca starà a casa anche Filippo Pozzato ma tutto sommato quest’ultimo ha corso un Tour de France incolore e nonostante abbia vestito la maglia oro per un giorno alla Vuelta non merita come altri il posto in nazionale.
Ma andiamo ad analizzare i nove nomi che faranno parte della rosa. Partiamo dalla convocazione più scontata ovvero il campione in carica Paolo Bettini che, come è giusto che sia, partirà con il numero uno cercando di centrare un tris che, nonostante l’attuale buona condizione, ad oggi appare un po’ improbabile vista la marcatura a uomo che dovrà subire dagli avversari.
Altro vecchio senatore sarà Davide Rebellin, corridore di esperienza che alla Vuelta ha dimostrato di viaggiare forte e sono sicuro che al Mondiale potrà dire la sua, più come aiutante che come possibile punta.
Passiamo ai gregari: i due della Quick Step, Andrea Tonti-Matteo Tosatto e il magnifico trio Lampre con Damiano Cunego, Marzio Bruseghin e Alessandro Ballan. Questi ultimi tre potrebbero dire la loro, Cunego e Ballan come vice leader e Bruseghin come grande gregario in funzione dei capitani.
Ci saranno poi altri due aiutanti, Luca Paolini dell’Acqua e Sapone e Gabriele Bosisio della Lpr. Le riserve: Leonardo Bertagnolli della Liquigas e Francesco Ginanni della Diquigiovanni ventitreenne vincitore dell’ultimo Giro del Veneto.
Nella prova a cronometro vacche magre: Marco Pinotti (Team Columbia) e Manuel Quinziato (Liquigas) cercheranno di fare del loro meglio contro i colossi internazionali.
In definitiva, il ct Franco Ballerini ha creato una formazione equilibrata e poco contestabile. Se è vero che non bisogna mettere troppi galli nel pollaio, allora le esclusioni di Di Luca e Pozzato appaiono leggermente più sensate… Certo, puntare di nuovo su Bettini era probabilmente la cosa più scontata, d’altra parte il toscano in Spagna ha dimostrato di esserci ancora. Nonostante ciò, però, preferirei vedere in primo piano soprattutto i convocati appartenenti alla nuova generazione… Se bisogna davvero puntare su qualcuno, questa volta, è bene dare uno sguardo ai nomi più giovani.