
chiuso il versante di Semonzo

Nel pomeriggio, sfruttando una giornata fresca e molto variabile, ho deciso di fare un giro ad anello dall’altimetria completa. I primi venticinque chilometri sono stati i più noiosi essendo in pianura o in leggero falsopiano, le località si susseguivano una dopo l’altra: Levego, Cadola prima di avvicinarmi e accostare il Lago di Santa Croce, nel quale si specchiavano quelle narcisiste e innevate pre Alpi. E' stato il ricordo più bello dell’intero giro. Un giro che ha cominciato a smuoversi solamente dopo quel breve scalino (Sella di Fadalto) che dal versante del lago è ancora più facile di quello della provincia di TV.

Ultima puntata con le salite del Giro d’Italia 2010. Bormio-Passo Tonale è a parere mio il vero tappone del Giro d’Italia, anche se non propone pendenze esagerate. Ma guardiamo i punti a favore: prima di tutto è il penultimo giorno di corsa e quindi concentra tutte le fatiche delle tre settimane precedenti, in secondo luogo non è una tappa corta e presenta due salite lunghe quali Forcola di Livigno e Passo Gavia prima di terminare sul Passo Tonale. Una giornata che sarà condizionata dal Mortirolo di ventiquattro ore prima e per giunta imprevedibile sotto qualunque punto di vista. La classifica potrebbe essere già scritta ma anche se così fosse, con un’altimetria come questa, chi può stare davvero tranquillo?!
Valutandone i punti deboli, possiamo dire che il Gavia scalato da Bormio è troppo incostante per creare selezione, apparte otto chilometri centrali, lo stesso Tonale non è un’asperità che fa male, ma questo può contare davvero poco a fine Giro e qualcuno potrebbe pagare dazio, in special modo se va a sottovalutarne le caratteristiche.
E’ la tappa con le quote più alte dell’intera corsa rosa, il Gavia sarà anche l’eccellente Cima Coppi (2618 mslm) di questa edizione ed è probabile che gli atleti scollineranno con la neve a bordo strada, dando quel tocco pittoresco ad un Giro che volge al termine.
Non è la classica giornata adatta ai grimpeur, la vedo più dedicata a passisti scalatori dotati di fondo, Ivan Basso in primis, Pellizotti, Evans... oppure ad un Carlos Sastre che nella terza settimana fa spesso e volentieri male a molti.
Verona è alle porte, chi vuole tentare qualcosa di importante o lo fa oggi, oppure non avrà altri spazi, pur rimanendo che non va sottovalutata nemmeno la cronometro delle Torricelle, soprattutto se dovesse esserci una classifica ancora corta, cosa non facile vista la moltitudine di salite, ma nemmeno impossibile.
Terminillo, Monte Grappa, Zoncolan, Plan de Corones, Mortirolo più Gavia&Tonale che inglobo assieme perché, ne sono sicuro, gli ultimi cinquanta chilometri della ventesima tappa saranno vissuti appieno sia dagli appassionati che dagli atleti in gara.
L’unica pecca di questo percorso, lo scrissi già ad Ottobre, è la mancanza di salite inusuali, in poche parole, gli organizzatori hanno messo sul piatto troppi passi già pedalati negli ultimi tempi: l’ultima volta di un arrivo sul Terminillo è datata 2003, lo Zoncolan è storia del 2007, Plan de Corones del 2008, il finale della 19^ tappa era già stato affrontato nel non lontano 2006. E si che ce ne sarebbero di salite meno conosciute ma altrettanto valide nella penisola.
Ovvero la continuazione di Col Falcon.
Al contrario di come viene scritto, questa salita non va classificata né come il terzo versante del Croce d’Aune né la cima del Monte Avena, bensì un punto di collegamento con esse. Per raggiungere l’Aune dalle Laste, si scende di un chilometro prima di sfrecciare davanti al monumento dedicato a Tullio Campagnolo.
2° tappa: Modena – Cremona 110 km







Quattro anni dopo rieccoti quel finale che creò distacchi a dir poco abissali, ma era un Giro particolare, più duro di quello di quest’anno e soprattutto con un Basso formato Armstrong che uccideva la concorrenza.
Che il Mortirolo sia una salita che crea selezione è un falso mito, è sicuramente una salita dalle pendenze proibitive ma se nessuno si muove, i distacchi non si fanno, come del resto in qualunque altra asperità.
La Brescia-Aprica verrà dopo diciotto giorni di corsa e non sarà nemmeno troppo corta (195 km), quindi c’è da aspettarsi che proprio quel giorno venga a crearsi qualche cosa di particolare. Chi andrà forte sul Mortirolo non è detto che faccia fuochi e fulmini sul Tonale, a meno che non stia vivendo il classico momento di grazia. A dirla tutta, potrebbero bastare i tre giorni finali per capovolgere l’intera classifica e cancellare tutto quello successo in precedenza, ma bisognerà avere le cosidette palle e una fantasia abbinata all’intuito non indifferente.
Da Mazzo saranno dodici chilometri all’11% di pendenza media e scusate se è poco, inoltre, una volta in cima al Mortirolo bisognerà mantenere i nervi saldi, scendere in quel di Edolo e ricominciare a salire verso l’Aprica, luogo dove è situato l’arrivo.
Siamo di fronte a due salite completamente differenti e consentitemi di valutare l’Aprica da Edolo un falsopiano di quindici chilometri che non creerà alcuna selezione, al limite stazionerà un fantomatico divario già creatosi sulla cima dedicata al pirata.
E’ una delle giornate più difficili del Giro, forse la giornata più difficile se valutiamo che il giorno successivo è caratterizzato da un numero minore di chilometri e pendenze più accessibili rispetto a quelle che gli atleti incontreranno in questo frangente.
Sarà una tappa importante per la classifica, la maglia rosa potrebbe cambiare oppure consolidarsi ulteriormente.
Ma se il Mortirolo dovesse essere preso con lo spirito del 2008, dubito seriamente che possa venire fuori qualcosa di rilevante. Infine, non dimentichiamoci che molti potrebbero pararsi il fondoschiena e limitarsi a marcare pensando più in prospettiva Tonale/Verona che non alla gloria di aver fatto saltare il banco in una singola tappa.
Favoriti di giornata? Non è facile dirlo, potrebbe fare bene Franco Pellizotti, non dimentichiamoci di Carlos Sastre il quale, per vincere dovrebbe rimanere solo già prima di Edolo. Non la vedo una giornata fantastica per Cadel Evans, meglio di lui Basso che proprio su queste strade quattro anni addietro legittimò in modo esagerato la sua maglia rosa nei confronti dei diretti avversari.
Attenti a Francesco Masciarelli, farò il tifo per lui, oltre che per Carlo Sastre. Infine mi dispiace molto per le assenze di Riccardo Riccò e Josè Rujano, due scommesse che potevano essere vinte.
Una cosa è certa, con un percorso così, se un corridore è una spanna sopra gli altri, deve osare e tentare l’impossibile, dimenticandosi per un attimo di qualunque logica prefissata in partenza.
Una rondella non fa primavera, ma se l’astronomia non farnetica, allora la nostra è appena iniziata e ci terrà compagnia fino alla seconda metà di Giugno.
A partire dai prossimi fine settimana, meteo permettendo, si apre la stagione delle salite di medio livello - Cros d’Aune, Franche, Aurine, Praderadego (di alto livello), Cima Campo e via dicendo - ideali per preparare il fiato e le gambe ad eventuali dolomie tappe nei mesi più caldi.
Ci sono salito oggi, dopo una settimana di stop e soprattutto di nevicate. Saltato il giro mattutino con Pst, ho dovuto ripiegare nelle ore pomeridiane, sfruttando un tempo meteo a dir poco favorevole.
ps. esordio della fotocamera portatile

Era timidamente apparsa nelle ultime settimane, ma generale inverno tiene ancora banco